venerdì, agosto 05, 2005
[Buone Vacanze]

Bisogna dire sempre quando si va in vacanza. La gente è sempre contenta di sapere quando ci vai, dove vai, con chi vai e per quanto tempo e alla fine ti dicono sempre "beato te".
Bisogna anche dire che la vacanza è uno stato mentale, che serve a rendere più forti e più vivi certi ricordi accumulati durante l'anno, durante la vita.
Molto probabilmente non ricorderei con tanto affetto quello che è successo questi ultimi 12 mesi se adesso non avessi la possibilità di, come si dice, staccare la spina.
Gli scazzi, il trasferimento in un'altra città, cambiare lavoro, andare a vivere da solo, sentire la mancanza di mia madre, gioire nel rivedere alcuni amici, rimanere semi indifferente alla vista di altri, entusiasmarsi per tutti i concerti visti e sperare di vederne altri in posti più o meno lontani, girare per la mia nuova città con la bicicletta, e scorrazzare nei centri commerciali alla ricerca del formaggio in offerta tanto pubblicizzato dai volantini.
Bisogna sempre andare in vacanza, altrimenti non avremmo più di che parlare nel resto della nostra vita. Una parentesi effimera di 2 settimane per costruire una corazza resistente per i restanti 11 mesi e mezzo.

Questo blog è una vacanza. E' una parentesi effimera della mia quotidianità dove mi rifugio quando non voglio pensare, o quando voglio pensare come mi piacerebbe pensare. Quello che creo con le parole sono i miei stati mentali che mi aiutano a vivere meglio la quotidianità. Dieci minuti per scrivere una storia e una settimana a pensarla, e a progettarne un'altra. Per andare avanti.

Bisogna capire anche quando si è in grado di andare in vacanza. E quando apro questo blog, io non so più se sono capace ad andare in vacanza come mi piacerebbe andarci. Non so più se le mie vacanze effimere quotidiane sono all'altezza delle mie aspettative, e detto per inciso, certe vacanze nemmeno mi piacciono, ma le scrivo lo stesso perché in quel momento mi sembrano "giuste". E in vacanza non vado mai da solo, visto che conosco tutti i protagonisti delle mie storie e li frequento (quasi) ogni giorno.

Facciamo così. Questo blog si prende una vacanza a tempo indeterminato. E nel frattempo, me ne vado in vacanza. Non so se al mio ritorno ci saranno nuove storie a farmi andare in vacanza, e non so che effetto produce questa mia decisione su voi lettori.
E se dopo due anni di racconti sono ancora allo stesso identico punto di partenza forse vuol dire veramente che non sono all'altezza di un ruolo in cui mi piacerebbe tanto immedesimarmi. E due anni non sono pochi, e due anni non sono nemmeno tanti, ma sono stati sufficienti per me.
Una cosa è certa: è un esperienza che mi ha divertito molto. Ma sento che sta morendo la smania (forse anche perché vedo altri blog stupidi che riescono ad avere molta più visibilità del mio) e in teoria avrei in mente anche un paio di vie di fuga. Sempre tutto questo per tornare in vacanza.
Magari stavolta in vacanza sul serio.
Ci si rivede, forse sì forse no, non lo so... boh!

Con affetto, Daniele.
Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 15:44 - commenti (9)