martedì, luglio 19, 2005
Il finto angelo.

Tommy sta seduto su una panchina all'ombra nel parco, tranquillamente seduto per i fatti suoi contemplando il venticello estivo quando vede avvicinarsi una persona dai contorni sfocati e sedersi vicino a lui. Aveva due grosse ali che sbucavano da una schiena discretamente muscolosa. Ali che carezzavano il suolo.

- Ciao Tommy, tutto a posto?
- Come fai a conoscere il mio nome?
- Sapessi... so tante cose di te. Per esempio: ultimamente bevi più del solito. E tua moglie non è rimasta molto contenta quando hai voluto far quella decisione.
- Come fai a sapere che sono sposato?
- Te l'ho detto, so molte cose su di te: e poi quell'anello al dito spiega parecchie cose. Anche se ormai non serve più.
- Hai ragione. Se n'è voluta andare. E' tornata dalla madre. Ma era finita da tempo.
- Questo è quello che dici tu. Ti posso assicurare che in questo momento non è dalla madre. Ma anche tu però... prima fai quello che fai e poi la lasci.
- Ma non l'ho fatto apposta. IO non volevo responsabilità, ne tantomeno preoccuparmi per un'altra persona.
- ...Per altre due persone, vorrai dire.
- Ma... come...?!?
- E anche quell'altra che ti ha lasciato. Come biasimarla.
- Non è vero, sono stato io a lasciare lei. La situazione era insostenibile.
- Ma dai? E come le spieghi l'auto graffiata? E i vinili rotti? com'è che hai detto a tua moglie?: "un incidente"... ma per piacere!
- Stronza! Solo perché non ho voluto prendermi le mie responsabilità.
- Ecco vedi: il nocciolo è questo: prendi due donne, (di cui una è tua moglie), le metti incinta e poi rifiuti le tue responsabilità.
- E quindi?
- In effetti... in fondo mica posso criticarti. Sapessi le guerre che ci facciamo noi lassù per colpa di Dio. Sempre in conflitto.  L'onnipotenza di Dio è seriamente messa in discussione dai noi. Ma sta di fatto che siamo mercenari. Dei guerrieri pagati, e quindi non possiamo far altro che mostrare cieca obbedienza.
- Vuoi un goccio?
- Magari... usiamo altri diversivi noi eterei.
- Per esempio?
- Facciamo l'amore.
- Alla faccia degli esseri eterei.
- Embè? eterei sì, ma fino ad un certo punto: e poi vuoi mettere? io mica metto incinta nessuno. Uso il preservativo.
- Eh? Ma la chiesa non è contraria ai... cosi... quelli lì?
- E tu credi ancora alla chiesa? Quei miseri esseri corrotti. Ah ah ah Magari fosse quella la soluzione...
- Anche tu non sembri soddisfatto.
- Eh no... non è facile stare appresso a te.
- A chi lo dici...
- E infatti sto qui per dare un'addrizzata alla tua vita. Se appaio adesso è perché in fondo lassù hanno pietà di te.
- E che dovrei fare?
- Ah... semplice: continuare a vivere. Sai: tra poco vedrai passare una donna davanti a te con un barboncino, una ragazza semplice e non appariscente. Tu sarai attratto da lei, lei da te e finalmente metterai la testa a posto. Tu vuoi questo, vero?
- Ah vabbene. Se lo dici tu che sei l'esperto...
- ...
- ...
- ...Adesso stai attento a quella curva lì. Arriverà una ragazza con la bicicletta. Le cadrà un foulard, e tu correrai per raccoglierlo. Lei ti ringrazierà, tu dirai qualcosa di gentile, e camminerai con lei per questo verde, e vi scambiate i numeri di telefono. Lei è una cara amica di una tua compagne di classe delle elementari. Tra due mesi vi fidanzerete. E tra un anno vivrete insieme.
- Fico.
- Eccola. attento... adesso è caduto il foulard.
- Vado...
- Dove cazzo vai? lascia la bottiglia, non puoi andartene così... e prenditi pure una mentina per l'alito.
- Grazie. Ehm... grazie. Ci rivedremo?
- Bah... non lo so, dipende da te.

L'angelo vede Tommy allontanarsi in direzione della tipa con la bicicletta e raccoglierle il foulard. Lei gentilmente sorride e comincia una discussione con lui. E insieme si incamminano verso un viale del parco.
Quello che l'angelo sa e che non ha detto a Tommy è che in meno di un anno sarà padre per la terza volta, e perderà tutti i suoi soldi, la casa e tutti i suoi averi in cause legali. Alla fine smetterà anche di lavorare, e andrà a vivere sotto i ponti.
L'angelo sorride per un attimo, vorrebbe bere un goccio di birra e fumarsi una sigaretta, ma non può, ma sorride lo stesso, con gli occhi elevati al cielo che in quel prato sembra essere più azzurro del solito, mentre la brezza fa fibrillare dolcemente le sue ali.
Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 14:09 - commenti (9)
giovedì, luglio 07, 2005
Curriculum Vitae

Quando Josh rispose all'annuncio di lavoro non immaginò minimamente di essere subito richiamato al telefono.
Per sua esperienza era pronto ad aspettare anche un po' prima di essere chiamato: e anche se nel suo curriculum figurasse una laurea in ingegneria fresca fresca, non poteva fare a meno di essere fiducioso nei confronti del mondo del lavoro, e l'annuncio a cui aveva risposto, parlava chiaro: "cercasi grafici esperti, ma anche principianti laureati in ignegneria, per interessante proposta, assunzione a tempo indeterminato. mandate il curricula al seguente indirizzo esaminaCV@doublefire.net". E Josh, facendo dei semplici click sul suo computer, inviò un allegato in formato rtf all'indirizo di posta in questione.

Al telefono, Josh non sapeva mai come parlare, visto la poca esperienza in colloqui. E la voce dall'altra parte della cornetta sembrava tutto fuorché autoritaria. Una voce squillante e decisa. Femminile e pronta, ma non stanca. Che sa il fatto suo in fatto di scelte.
- Pronto parlo con Josh?
- ...Sì, sono IO, chi è?
- Salve, sono Barbara posso darti del tu? Dal tuo curriculum che ci è appena pervenuto vedo che siamo quasi coetanei.
- Oh... certo. Ci mancherebbe.
- Ok: ho letto il tuo curriculum che ci hai inviato. Sembra interessante. Ti va di fissare un appuntamento per oggi pomeriggio per parlare un po' de visu?
- De visu?
- Sì, di faccia.
- Oh, va bene. Dove mi faccio trovare?
- Se vai sul nostro sito, leggerai bene bene come arrivare da noi. Clicca su "Mostrami la strada". Ci vediamo qui per le 15. Chiedi di Maudit.
- Modì?
- Essì. Barbara Maudit, che sarei io. Ci vediamo dopo.

Josh, sentì il click e il suono della comunicazione interrotta. Incuriosito, andò sul sito della doublefire, e nella sezione "dove siamo" cliccò su "Mostrami la strada", ed era elencato il percorso esatto da casa sua alla sede dell'azienda, e a colpo d'occhio non sembravano neanche tanti chilometri.
Prese così il suo scooter e si diresse verso il suo appuntamento con Barbara pensando a tutta una serie di cose da chiedere: di cosa si tratta? quanto dura il lavoro? e la paga? e gli orari? e le ferie? e la tua voce? come fa ed essere così decisa e ammaliante al tempo stesso?
Quando arrivò nel palazzo della DoubleFire era leggermente sudato ed ansioso di conoscere la voce telefonica, e sentirla dal vivo per cercare di capire il suo segreto: come si può essere già così determinati a soli 24 anni?
Prese l'ascenzore che saliva saliva saliva fino all'ultimo piano.
All'unico campanello del pianerottolo chiese di Barbara Modì e subito venne fatto accomodare con tanto di sorrisini complici della segretaria con strani occhiali a trapezio.
Barbara stava parlando al telefono, ma appena venne avvertita dell'arrivo di Josh ebbe premura di chiudere la conversazione in fretta e furia e di farlo accomodare su una delle due sedie libere.
Dietro la scrivania marrone c'era lei: Barbara: una ragazza piancente, ma non necessariamente carina. E se non fosse per la voce, non sarebbe stata nemmeno particolamente degna di nota.

- Prego, accomodati pure. IO sono Barbara.
- Piacere Josh. Posso sedermi?
- Certo, fai pure. intanto mi stampo il tuo curriculum e se non ti dispiace prendo un po' di appunti.
- Oh... ci mancherebbe.
- Allora, da dove cominciamo?... Sì... cominciamo dal fatto che io non so assolutamente nulla di quello che c'è scritto sul tuo curriculum. Quindi tu adesso devi convincermi. Devi farmi capire che sei l'uomo giusto per me.
- E' una proposta?

Josh sorrise, e anche Barbara. Ma subitò smorzò i torni confidenziali e trasformò gli occhi, dasorridenti in seri.

- Josh. Non fare il minchione. Non ti conviene. Se vuoi, possiamo fare finta di niente, e arrivederci. Ma ho il vago sospetto che sei l'uomo che potrebbe fare per noi.
- Veramente... io non sò nemmeno per cosa sono stato chiamato.
- Adesso ti spiego: Tu sai cos'è un oroscopo?
- Sinceramente non ci credo, quindi non me ne intendo più di tanto.
- Questo è un problema tuo. Adesso non posso dirti il nome del cliente per cui la DoubleFire lavora direttamente, ma credimi, appena lo saprai, capirai che qui non si scherza.
- ...Ok.
- Allora, dicevo: a noi serve un grafico bravo in grado di spostare e disegnare le stelle come vogliamo noi, per cambiare il destino delle persone. In che modo? Ovviamente attraverso i famigerati oroscopi. Il tuo compito sarà quello di disegnare le stelle a seconda di alcune esigenze. Per esempio, ti verrà chiesto di disegnare le coincidenze astrali per le singole persone, magari tutte no, ma almeno quelle più importanti e influenti su questa terra, e fare in modo che i loro oroscopi corrispondano a quello che il nostro cliente vuole far succedere.
- Cioè? un disegnatore di destini?
- uhmmmmmmSì... mettiamola così: un disegnatore di destini. Ingegnere stellare, non suona meglio?
- Effettivamente.
- Ecco, vedi che un accordo di trova? Quindi niente... il lavoro consiste in questo. Ti potrebbe interessare?
- Oh certo. E la paga?
- Molto buona. Ti offriamo un contratto di apprendistato di 2 anni per un lordo annuo di circa 120mila sacchi e poi un contratto di assunzione a tempo indeterminato con un lordo di 1 milione di sacchi all'anno.
- Minchia... più di un giocatore di calcio.
- Molto di più.
- Quando si dovrebbe cominciare?
- Beh, tu che mi dici? Quando vuoi cominciare?
- Ehm... facciamo così. Ci penso un po' e poi vi faccio sapere io.
- E no. Qui le decisioni le prendiamo noi. E abbiamo deciso che tu comincerai il primo del mese prossimo. Mi raccomando. Tanto poi ci sentiamo per farti sapere dove ti devi presentare, così ti faremo conoscere anche il tuo gruppo di lavoro. Ti piace lavorare in gruppo, no?
- Ossì certo... solo che tutto così all'improvviso...
- Adesso chiamo il cliente e gli dico che abbiamo l'uomo che fa per loro.
- Eh. Ok. adesso me lo puoi dire per chi andrò a lavorare?
- Eh, ok... mettiamola così: tu credi all'esistenza del Bene? quello con la B maiuscola?
- Sì... in linea di massima sì.
- E quindi se credi nel Bene, non puoi non credere nel Male.
- La matematica non è un opinione. E da che parte stiamo noi? dalla Parte del Bene o dalla parte del Male?
- Tu che ne dici?
Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 17:49 - commenti (12)