La dura vita di Marvin Reloaded in Red Boulagne City - parte V ed Ultima.
[Riassunto delle puntate precedenti: Marvin Reloaded, una specie di detective privato, dopo una breve indagine su un finto caso, si trova incastrato in un grosso stanzone buio, dove la bella Doris lo intrattiene facendogli semi-vedere le tette. L'attenzione dalle tonde poppe viene distolta dall'ingresso di un personaggio "oscuro".
Certo che apprezzerete il finale quanto più che prevedibile vi lascio alla lettura.
E ditemi voi se questo racconto avrebbe o non avrebbe vinto il concorso per cui è stato scritto.]
- Figlio mio, guarda cosa devo inventarmi per avere il piacere della tua compagnia.
- Madre, in che giro ti sei cacciata!?
- Sei un po’ ingrassato dall’ultima volta che ti ho visto.
- Ma se sono stato a cena da te ieri sera…
- Beh… sono le solite frasi che dicono le mamme quando vedono i propri figli sbandati.
- Non sono sbandato, sono un detective privato. È diverso.
- Ah sì? Ah sì? È diverso? È diverso da cosa? Da un nullafacente? Da un buono a nulla? Da un mangiatore di pane a uffa? Da un puttaniere? Da cosa è diverso?
- È diverso, tu non capisci, non mi hai mai capito. Che cosa vuoi?
- Voglio, figlio mio, che metti la testa a posto.
- Io ce l’ho a posto. E mi fa pure male, vacca boia.
- Ah sì? E che giorno è oggi?
- Oggi è… oggi è… dunque oggi è…
Ci pensi un attimo intensamente, ti spremi le meningi. E poi crolli psicologicamente e dici.
- Cazz… oggi… oggi è il mio compleanno.
- Bravo figliolo. Hai ancora una cognizione del tempo. A vederti non si direbbe.
E sì. È proprio il tuo compleanno, come al solito te lo dimentichi!
- Lo sai dove siamo?
- A giudicare dalla puzza direi a casa mia.
- Acqua (fa Doris.)
- Acquetta (fa tua madre.)
- Siamo in un hangar di un aeroporto per Casablanca?
- Acquona (all’unisono).
- Siamo in un mega stanzone dove mi tenete legato ad una sedia.
- Fuocherello (fa Doris.)
- Fuochino (fa tua madre).
- Siamo sul pianeta terra… dove diavolo siamo?
Doris sta per dire qualcosa, ma tua madre la blocca e comincia a parlare con un tono della voce secco, asciutto, arido. Se una pietra di Marte fosse dotata di parola e potesse parlare per un attimo, probabilmente parlerebbe nello stesso identico modo di tua madre, magari dicendo cose diverse.
- Questo è il Cinema Meucci.
- E chi è questo Meucci?
- Idiota. Meucci è quello che ha inventato il telefono. Cento anni di battaglie legali dei familiari e tu ti permetti di ignorarlo. Sei un debosciato!
- …
- Oggi è il tuo compleanno. E io come mamma, ti ho fatto un regalo?
- Una casa nuova?
- No.
- Una macchina nuova?
- No.
- Una donna nuova?
- No.
- E allora non lo voglio il tuo regalo. Ecco… Comunque scioglimi, che devo andare alla ricerca di una ragazza rapita. Scioglimi…
- Ma allora non hai capito niente! Non c’è nessuna ragazza rapita, non c’è mai stata!
- E allora… chi ha fatto la telefonata?!?
(Doris faceva finta di niente.)
- È stato tutto uno stratagemma per invitarti qui a scartare il tuo regalo.
- Ma veramente… quello da scartare sono io, e poi non vedo nessun regalo.
- Ci sei dentro, figliolo. E ora basta con i detective da quattro soldi. È ora che tu metta la testa a posto e che ti metta a lavorare sul serio. Ho rilevato questo cinema vecchio. La settimana prossima cominciano i lavori di restauro. Tra due mesi aprirai bottega. Con questo cinema farai i soldi!
- Figurati… come se ne mancassero di cinema a Red Boulagne City…
- Questo sicuramente farà i soldi.
- E perché?
- Perché trasmetterai solo film porno. Ovviamente. Il business è sempre il porno, vero Doris?
Doris acconsente, con le labbra umettate di saliva al sapore di tabacco.
Noti solo questo particolare delle labbra di Doris e per un attimo ti passa tutta la tua inetta vita davanti agli occhi.
E ti rendi conto di essere stato truffato, gabbato, fregato. Ma d’altro canto non puoi lamentarti. Tua madre ha il coltello dalla parte del manico e se solo volesse, potrebbe utilizzarlo per tagliare le grosse corde che ti tengono inchiodato alla sedia. Ti guardi intorno, in effetti la sala è molto grande, e può contenere anche un centinaio di persone… e c’è gente che pagherebbe oro per avere un cinema a luci rosse. Mega schermi e mega tette tutto il giorno…
Rick per la prima volta, da quando è appeso al muro si sbilancia e ti sorride. Approva per un attimo e fa un occhiolino che solo tu riesci a vedere mentre aspetterà per sempre i clienti del suo american bar. E il tenente Colombo, mentre risolve l’ennesimo caso, guarda altrove. Forse non l’ha presa troppo bene. Sarebbe il caso di farci un discorsetto serio e in privato, non credi?
E ti vedi già proiettato lì, in quell’angolo che sembra fatto apposta per il direttore del nuovo cinema Meucci, cioè tu, che intrattiene il pubblico maschile ma soprattutto quello femminile (anche se non hai mai tenuto un cinema a luci rosse, sai benissimo che ultimamente sono frequentati da moltissime donne) con battute sagaci e piene di doppi sensi, nella speranza che qualcuna di queste si conceda. Ma ecco che vedi anche Doris, con le autoreggenti e con i sacchetti di patatine che passa tra le poltrone strusciando le natiche contro il velluto dello schienale. E tua madre che finalmente approva quello che fai, e che non ti chiama più tutti i giorni assillandoti per le tue scelte fatte in gioventù. E per un attimo ti senti contento. Hai raggiunto il giusto compromesso tra quello che vorresti essere e quello che ti vorrebbero far diventare. Vorrebbero chi? Non è dato saperlo. L’importante è essere in un modo o nell’altro sempre nel vortice senza ritorno della società, esserne un tassello che interagisce con gli altri tasselli. Sbavi all’idea, e già ti vedi lì, col cravattino o col papillon nero con la tua giacca bianca di fronte all’entrata del cinema Meucci che accogli i clienti con una mano in tasca mentre l’altra regge un sigaro, con le gambe leggermente divaricate e con lo sguardo da duro. E mentre li accogli rosseggia in alto l’insegna luminosa con le lettere componibili che si perdono nel cielo di Red Boulagne City. L’insegna recita: “Popolo duro di Red Boulagne City, accorrete numerosi: Questa notte, per la prima notte e solo per questa notte inaugurazione del Nuovo Cinema Meucci con la proiezione del film: FIDARSI È PENE.”
[FINE?!?]
[Riassunto delle puntate precedenti: Marvin Reloaded, una specie di detective privato, dopo una breve indagine su un finto caso, si trova incastrato in un grosso stanzone buio, dove la bella Doris lo intrattiene facendogli semi-vedere le tette. L'attenzione dalle tonde poppe viene distolta dall'ingresso di un personaggio "oscuro".
Certo che apprezzerete il finale quanto più che prevedibile vi lascio alla lettura.
E ditemi voi se questo racconto avrebbe o non avrebbe vinto il concorso per cui è stato scritto.]
- Figlio mio, guarda cosa devo inventarmi per avere il piacere della tua compagnia.
- Madre, in che giro ti sei cacciata!?
- Sei un po’ ingrassato dall’ultima volta che ti ho visto.
- Ma se sono stato a cena da te ieri sera…
- Beh… sono le solite frasi che dicono le mamme quando vedono i propri figli sbandati.
- Non sono sbandato, sono un detective privato. È diverso.
- Ah sì? Ah sì? È diverso? È diverso da cosa? Da un nullafacente? Da un buono a nulla? Da un mangiatore di pane a uffa? Da un puttaniere? Da cosa è diverso?
- È diverso, tu non capisci, non mi hai mai capito. Che cosa vuoi?
- Voglio, figlio mio, che metti la testa a posto.
- Io ce l’ho a posto. E mi fa pure male, vacca boia.
- Ah sì? E che giorno è oggi?
- Oggi è… oggi è… dunque oggi è…
Ci pensi un attimo intensamente, ti spremi le meningi. E poi crolli psicologicamente e dici.
- Cazz… oggi… oggi è il mio compleanno.
- Bravo figliolo. Hai ancora una cognizione del tempo. A vederti non si direbbe.
E sì. È proprio il tuo compleanno, come al solito te lo dimentichi!
- Lo sai dove siamo?
- A giudicare dalla puzza direi a casa mia.
- Acqua (fa Doris.)
- Acquetta (fa tua madre.)
- Siamo in un hangar di un aeroporto per Casablanca?
- Acquona (all’unisono).
- Siamo in un mega stanzone dove mi tenete legato ad una sedia.
- Fuocherello (fa Doris.)
- Fuochino (fa tua madre).
- Siamo sul pianeta terra… dove diavolo siamo?
Doris sta per dire qualcosa, ma tua madre la blocca e comincia a parlare con un tono della voce secco, asciutto, arido. Se una pietra di Marte fosse dotata di parola e potesse parlare per un attimo, probabilmente parlerebbe nello stesso identico modo di tua madre, magari dicendo cose diverse.
- Questo è il Cinema Meucci.
- E chi è questo Meucci?
- Idiota. Meucci è quello che ha inventato il telefono. Cento anni di battaglie legali dei familiari e tu ti permetti di ignorarlo. Sei un debosciato!
- …
- Oggi è il tuo compleanno. E io come mamma, ti ho fatto un regalo?
- Una casa nuova?
- No.
- Una macchina nuova?
- No.
- Una donna nuova?
- No.
- E allora non lo voglio il tuo regalo. Ecco… Comunque scioglimi, che devo andare alla ricerca di una ragazza rapita. Scioglimi…
- Ma allora non hai capito niente! Non c’è nessuna ragazza rapita, non c’è mai stata!
- E allora… chi ha fatto la telefonata?!?
(Doris faceva finta di niente.)
- È stato tutto uno stratagemma per invitarti qui a scartare il tuo regalo.
- Ma veramente… quello da scartare sono io, e poi non vedo nessun regalo.
- Ci sei dentro, figliolo. E ora basta con i detective da quattro soldi. È ora che tu metta la testa a posto e che ti metta a lavorare sul serio. Ho rilevato questo cinema vecchio. La settimana prossima cominciano i lavori di restauro. Tra due mesi aprirai bottega. Con questo cinema farai i soldi!
- Figurati… come se ne mancassero di cinema a Red Boulagne City…
- Questo sicuramente farà i soldi.
- E perché?
- Perché trasmetterai solo film porno. Ovviamente. Il business è sempre il porno, vero Doris?
Doris acconsente, con le labbra umettate di saliva al sapore di tabacco.
Noti solo questo particolare delle labbra di Doris e per un attimo ti passa tutta la tua inetta vita davanti agli occhi.
E ti rendi conto di essere stato truffato, gabbato, fregato. Ma d’altro canto non puoi lamentarti. Tua madre ha il coltello dalla parte del manico e se solo volesse, potrebbe utilizzarlo per tagliare le grosse corde che ti tengono inchiodato alla sedia. Ti guardi intorno, in effetti la sala è molto grande, e può contenere anche un centinaio di persone… e c’è gente che pagherebbe oro per avere un cinema a luci rosse. Mega schermi e mega tette tutto il giorno…
Rick per la prima volta, da quando è appeso al muro si sbilancia e ti sorride. Approva per un attimo e fa un occhiolino che solo tu riesci a vedere mentre aspetterà per sempre i clienti del suo american bar. E il tenente Colombo, mentre risolve l’ennesimo caso, guarda altrove. Forse non l’ha presa troppo bene. Sarebbe il caso di farci un discorsetto serio e in privato, non credi?
E ti vedi già proiettato lì, in quell’angolo che sembra fatto apposta per il direttore del nuovo cinema Meucci, cioè tu, che intrattiene il pubblico maschile ma soprattutto quello femminile (anche se non hai mai tenuto un cinema a luci rosse, sai benissimo che ultimamente sono frequentati da moltissime donne) con battute sagaci e piene di doppi sensi, nella speranza che qualcuna di queste si conceda. Ma ecco che vedi anche Doris, con le autoreggenti e con i sacchetti di patatine che passa tra le poltrone strusciando le natiche contro il velluto dello schienale. E tua madre che finalmente approva quello che fai, e che non ti chiama più tutti i giorni assillandoti per le tue scelte fatte in gioventù. E per un attimo ti senti contento. Hai raggiunto il giusto compromesso tra quello che vorresti essere e quello che ti vorrebbero far diventare. Vorrebbero chi? Non è dato saperlo. L’importante è essere in un modo o nell’altro sempre nel vortice senza ritorno della società, esserne un tassello che interagisce con gli altri tasselli. Sbavi all’idea, e già ti vedi lì, col cravattino o col papillon nero con la tua giacca bianca di fronte all’entrata del cinema Meucci che accogli i clienti con una mano in tasca mentre l’altra regge un sigaro, con le gambe leggermente divaricate e con lo sguardo da duro. E mentre li accogli rosseggia in alto l’insegna luminosa con le lettere componibili che si perdono nel cielo di Red Boulagne City. L’insegna recita: “Popolo duro di Red Boulagne City, accorrete numerosi: Questa notte, per la prima notte e solo per questa notte inaugurazione del Nuovo Cinema Meucci con la proiezione del film: FIDARSI È PENE.”
[FINE?!?]




