giovedì, dicembre 23, 2004

Tutto vero - parte 4 (parte conclusiva)

...tutto cominciò una 40ina di anni fa.
Si respirava ancora una brutta aria, e per trovare lavoro ci si adattava a fare un po' di tutto.
Caso vuole che io sia sempre stato bravo ad intrufolarmi tra la folla e riuscivo sempre a farmi amici giusti.
Adesso, senza entrare troppo nel dettaglio del perché e percome, entrai in contatto con i servizi segreti di stato, divenni un loro membro, per gli altri facevo il custode di archivi in una biblioteca del governo... ora nemmeno mi ricordo più quale.
Avevamo dei nomi in codice, non ci potevamo mai guardare in faccia per non farci riconoscere. c'erano quelli che  facevano le soffiate sulle mosse politiche, quelle sul mercato... io facevo parte di una cospirazione anti-alieni.
Ebbene sì, quei fottui esserini verdi esistono e hanno tentato mille volte di colonizzare il nostro pianeta.
E la mia disgraziata storia è dovuta tutta a loro! Mi venivano recapitati dei dossier in cui con foto e verbali, venivano segnalati questi bastardi che arrivavano con l'intenzione di colonizzare il pianeta.
Ci sono dei modi molto precisi per riconoscerli, e siamo stati addestrati in 100, lei non può nemmeno immaginare quanti cazzoni extrastronzi ci sono in giro.
L'addestramento consisteva nell'intervenire il prima possibile, perché questi cosini che facevano? dalla loro bella navicella spaziale in orbita, lanciavano degli ovetti sulla terra che appena caduti si schiudevano e crescevano, cioè prendevano sembianze umane, e diventavano nel giro di un paio di minuti come un essere umano adulto.
dagli ovetti escono questi piccoli bambini alieni che subito diventano adulti e solo in questo frattempo sono vulnerabili, che poi non appena diventano grandi ecco che sono forti e si possono divincolare lottando come farebbe un adulto forzuto.
Solo in pochi eravamo in grado di riconoscerli, e alla scuola di addestramento ci han detto di non avere pietà e non appena ne avessimo riconosciuto uno agguantarlo con tutta la forza e quando ancora bambini spezzargli il collo con un colpo deciso e veloce. Zac... e l'alieno muore e la razza umana è salva. Zac, stacco di collo. Gesto preciso e secco, Zac.
E infatti, il giorno che mi hanno arrestato ero in missione per conto del governo. Era arrivato un comunicato urgente che diceva che nella provincia di Roma sarebbero cadute delle uova, tre precisamente, verso le 2 del pomeriggio. Sarebbero cadute a Mentana e io avevo l'incarico di far sparire questi mostriciattoli prima che crescessero. Io, prendo molto seriamente il mio lavoro, sa?
E sono andato, come tutte le altre volte in questo piccolo paesino in provincia di Roma, che sta alla fine della Nomentana a fare il mio dovere. Vestito normale per passare inosservato ai più e all'ora precisa dell'appuntamento ero lì, con la scheda tecnica in mano.
Gli alieni sarebbero dovuti atterrare in via Moscatelli, e io mi posiziono lì... e attendo. E lo sbrilluccichio nel cielo non tarda a fari notare (ovviamente per chi sa riconoscere certe cose) e mi dirigo indisturbato e facendo il vago verso quello che presumo il punto di atterraggio. Su via Moscatelli c'è una fontanella, e mi metto a bere mentre con la coda dell'occhio seguo la situazione. Cade il primo uovo, ciaf, cade il secondo ad un paio di metri di distanza, ciaf e il terzo pure, ciaf.
a quel punto ci sono solo io e tre stronzi alieni da uccidere. Il primo uovo subito si apre e lo afferro con tutta la forza che ho nelle braccia, e strappo la testa a questo mini alieno. Mi sporco di sangue. lo prendo e lo lascio per terra, poi lo raccoglierò.
Arrivo dal secondo che nel frattempo è diventato grande come un bimbo di 4 mesi, lo avvinghio, colpo secco di braccio, e zac... testa strappata anche a questo. Poi rimane l'ultimo. Sono completamente sporco di liquido rosso, che non è sangue, ma il loro schifoso liquido rosso e corro verso il terzo uovo, che nel frattempo è diventato grosso come un bimbo di un paio d'anni. Devo sbrigarmi che sennò rischio di farmelo sfuggire, i primi muscoli per fare resistenza questi stronzi l'han già messi, e sarà dura torcergli il collo...
Ecco che lo prendo, ecco che gli metto il braccio intorno al collo, e cerco come una casalinga incazzata che non riesce ad aprire un barattolo di pelati a torcere e a torcere, ma sto bastardino faceva resistenza. tutto nudo tutto raggrinzito come appena partorito faceva resistenza. E con uno stridore di denti fortissimo faccio leva e raccolgo all'appello tutte le mie forze e alla fine con un urlo di disperazione e di soddisfazione sento il crack che tanto volevo sentire. Collo spezzato, terzo alieno morto, missione compiuta. Ora non resta che far sparire gli alienozzi morti!
Alzo gli occhi... e ci sono una decina di persone che stavano guardando la scena inorriditi.
Ma porca trota, dico io, ma a quest'ora non avete niente di meglio da fare che stare in strada a guardare un agente segreto che lavora per la vostra sicurezza?
Evidentemente no? Mentana, paese di merda.
Hanno fatto arrivare la polizia, le ambulanze, la gente sentendo il rumore è accorsa a seguire lo spettacolino inatteso. Io ho provato a scappare, ma un paio di questi bastardi mentanesi mi avevano bloccato e non potevo più muovermi, e strillavano e mi davano cazzotti sulla testa dicendo che ero un pazzo infanticida...
e vagli a spiegare a questi 4 buzzurri la verità... Ovviamente non l'ho fatto, anche perché dubito che avrebbero capito e poi perché non potevo svelare loro segreti importantissimi.
E per amore del mio lavoro, e per amore della mia missione mi sono fatto catturare, picchiare e arrestare.
e mi hanno catturato, picchiato e arrestato... e dopo 40 anni di infamia e calunnia sul mio nome... eccomi qua.
























Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 15:44 - commenti (4)
mercoledì, dicembre 22, 2004

Tutto vero - parte 3

ANALISTA: ...Si sente a suo agio? possiamo cominciare?
MARCUS: Direi di sì...
A: Bene... è mio dovere avvisarla che la seguente conversazione verrà registrata, è ovvio che tale materiale sarà solo per uso medico e le nostre conversazione non verranno ceduti a terzi se non previo suo consenso.
M: ...Mi va bene.
A: Poiché nutro un profondo rispetto nei confronti dei miei pazienti, mi prenderò l'onere di chiamarla Marcus. Così ogni volta che farà riferimento a se stesso, usi pure questo pseudonimo, consentirà ulteriormente la protezione delle nostre conversazioni in caso qualcuno sbirciasse il nostro materiale.
M: Marcus? Ok, mi piace. Probabilmente tra un paio d'anni sarà il governo stesso a chiedere il seguente materiale. Hanno paura di quello che posso dire e non dire.
A: Secondo lei perché è qui?
M: Lo chieda a chi mi ci ha mandato.
A: e chi sarebbe secondo lei colui che l'hanno mandata a da me? Non potrebbe essere venuto da solo?
M: Assolutamente! i servizi segreti di stato mi han mandato qui... Mi guardi, le sembro il tipo che si può permettere di pagare un analista?
A: e perché il governo dovrebbe aver cura di lei?
M: perché han paura di quello che posso dire. vivo per strada, dormo sotto i ponti del tevere, ma ogni martedì sera, quando faccio colletta per le strade c'è sempre un signore con la faccia scura che mi mette in mano una banconota legata ad un filo con un biglietto.
A: E che dice il biglietto?
M: niente di speciale, in realtà quel biglietto spesso è una frase, o un ritaglio di giornale, oppure un monito. Vogliono tenermi buono per le cose che so e che potrei dire a tutto il mondo.
A: E perchè allora questo governo dovrebbe pagarmi? Perché lei dovrebbe dire i suoi segreti a me? Che figura sarei io per lo stato?
M: bah... io gli ho solo detto che voglio dimenticare tutto e che voglio ritornare ad essere una persona normale.
A: capisco..
M: Mi hanno promesso una casa, un lavoro. Mi guardi, ho una certa età! e non posso più permettermi di stare per strada! Voglio poter tornare dalla mia famiglia come un uomo libero, senza più il peso della galera e dell'infamia che è calata sul mio nome!
A: Se non sbaglio lei è stato in carcere perché colpevole di infanticidio.
M: tecnicamente sì... ma praticamente no! Le ho detto, è una storia lunga, ci sono in mezzo tutti, governo, alieni, cospirazioni segrete.
A: governo? alieni?
M: Secondo lei com'è possibile che un uomo accusato e incarcerato per infanticidio sia evaso dal carcere più protetto dello stato? Sono stati loro a farmi evadere... e in cambio che cos'hanno voluto? la mia vita, e che mi han dato? una vita da barbone, per dio!
A: e la sua famiglia?
M: hanno sistemato mia figlia, ha un bel posto e guadagna molto di più delle sue colleghe, ho saputo che ha due figli... ci pensa? io nonno solo per modo di dire, visto che da quel giorno non l'ho più potuta vedere, me lo hanno impedito! Mia moglie crede che io sia un pazzo omicida, e che per tale ingiuria non è mai voluta venirmi a trovare in carcere... anche perché non vi avrebbe trovato nessuno. Per quel che ne so io, loro sanno che sono in una cella di isolamento da 40 anni.
A: accidenti...
M: sono un uomo stanco ormai.
A: Senta, facciamo così... io non voglio più interromperla... adesso lei si senta libero di parlare quanto vuole, io non la interromperò mai più.
M: va bene... tutto cominciò...




























Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 16:29 - commenti (1)
martedì, dicembre 21, 2004

Tutto vero - parte 2

- Ormai, caro Marcus, credo che potremmo dire risolte almeno il cinquanta per cento dei suoi problemi. In questi 2 anni hai superato tutte le tue fobie, le tue paure, hai di nuovo una vita regolare e hai imparato a convivere con le tue stranezze.
- 2 anni fa le hai chiamate in maniera diversa però: hai detto che sono uno schizofrenico! Guarda che certe cose me le segno!
- Eh eh... dai! Senti, ora in tutta sincerità... te lo chiedo da amico e non da psicanalista: ma è tutto vero quello che mi hai detto la prima volta che ci siamo visti? sono due anni che me lo chiedo... perché se così fosse... cazzo... che storia! Roba da cambiare il mondo.
- ...Tutto vero.





Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 15:33 - commenti (2)
lunedì, dicembre 20, 2004

[La seguente storia è in quattro parti, questa è la parte introduttiva, cioè la prima; poi verrà la seconda parte; poi la terza parte; e la quarta che sarà la conclusiva.
Prendendo spunto da un idea di un altro bloggher farò un giochino idiota: ovvero: chi dei personaggi famosi del cinema potrebbe interpretare i personaggi di questo racconto?]

Tutto vero

- ecco, mi racconti per filo e per segno tutto quanto.

L'uomo di fronte a me non aveva affatto una bella cera. A guardarlo sembrerebbe quasi un barbone. Però c'è una bella differenza tra un barbone e quest'uomo: i soldi. un barbone non può permettersi una serie di sedute come quelle previste per quest'uomo. E' ovvio che sotto c'è qualche cosa, un finanziatore, magari la persona stessa che l'ha ridotto così.

Intanto l'uomo, che per ora non ha ancora un nome preciso, ma che per comodità chiamerò Marcus non smette di ondeggiare, e di camminare in giro per il mio studio. Lo vedo mentre freneticamente tocca i miei libri, squadra le mie fotografie sullo scaffale della libreria, saltella in avanti e 'ndrè sui piedi come chi trattiene la vescica e più che altro non smette di socchiudere gli occhi a fessura.

- C'è forse qualcosa che le piacerebbe dirmi, prima di cominciare questo ciclo di sedute?

E finalmente parlò:
- Sì, ho bisogno di sapere dov'è la tualèt.

So per certo che Marcus sa esattamente che si dice toilette, ma ignoro il motivo per cui ha inventato quel neologismo dalla pronuncia goffa.

- Venga, le faccio usare il mio bagno personale. Così magari evitiamo di aprire la porta e di far capire alla segretaria che la seduta è quasi terminata.
- Se non le dispiace preferirei rimanere in piedi durante i nostri incontri.
- Nessun problema, la voglia di sedersi le verrà.





Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 13:48 - commenti (1)