giovedì, novembre 18, 2004

Storia di sesso estremo.

John, in realtà si chiama Giovanni, ma si fa chiamare John, e tutti lo chiamano John.
E adesso sta seduto in macchina sulla strada per andare in discoteca a ballare, come spesso gli capita di fare il sabato sera. In macchina con lui sono presenti altri due amici, quello che guida è Francesco detto Ofrà, e
l'altro che picchetta le mani a ritmo di mento sulla gamba è Carmelo detto Melino.
Lo stereo pompa musica a 120 bpm e dai finestrini non traspare nulla dei rumori del mondo esterno.
John: - I vetri dei finestrini vibrano un po'...
e Ofrà risponde ridendo: -Essì... sta canzone pompa una cifra! - John non capisce mai perché Ofrà ogni volta che
finisce una frase ci mette anche una risatina, anche quando nn serve... come se quello che sta dicendo provochi sempre un imbarazzo generale. "Stai zitto idiota" è abituato a sentirsi dire, quindi vive costantemente in una posizione di sottomissione nei confronti di tutti i suoi amici. Ma dal momento che ha la macchina, anzi il padre di Ofrà lascia la macchina al figliuolo per andare a ballare, ecco che non genera più nessun imbarazzo tra i suoi amici. "Certo però, che se parli davanti a tutti e dici cazzate..." ...ma questo viene detto solo in macchina e non in presenza di ragazze.
Sono tutti e tre molto giovani, e abbastanza condizionati e condizionabili dagli ormoni nuovi che scorrono
velocissimamente nei loro giovani e magri corpi.
Nonostante la giovane età (età media 20 anni) sono già esperti membri del popolo della notte discotecara. Hanno
alle spalle diverse sbronze, diverse pasticche e diverse scopate nei parcheggi della discoteca. Melino è quello che ha all'attivo più scopate, dovute fondamentalmente alle sue possibilità economiche... si può permettere di offrire drink anche a più di una sconosciuta prima di succhiarle le tette. E nel paradiso della perdizione, i suoi lasciapassare arancioni sono indispensabili.
L'esperto di pasticche è John. Ma sa benissimo che quella roba conviene comprarla direttamente nel locale,
piuttosto che portarsela da casa. "Tanto qualcuno con le paste alla fine scappa sempre fuori. e sta a vedere che noi non lo troviamo?". Ofrà ride.
Arrivano dopo 5 minuti di silenzio preparativo nel parcheggio della discoteca, e si seguono i loro movimenti
nella folla, subito dopo nemmeno una decina di minuti.
- Che culo, abbiamo trovato subito parcheggio.
- Dai che stasera ci divertiamo, ci scopiamo pure le cubiste.
- Sì.. le cubiste - e ride (indovinate un po' chi è stato a ridere?).

- Ehi John. Guarda quelle due. Ma non ti far vedere.
- Zitto zitto... che quelle ci stanno proprio guardando.
- L'avevo detto io. Senti, facciamo così...
- Hai capito la biondina? Minigonna nera e calze nere trasparenti. La micina ha gusto.
- ...Io vado a cercare le paste. Tu rimani qui.
- Vai che io continuo a ballare. vai... VAI!...
- YUHHHHHH... (risata).

Ofrà si dimena come un perfetto danzerino metropolitano sulla schiena di una biondina che al massimo può avere 17 anni. Le più facili da rimorchiare. Aveva una pasticca avanzata ad un suo amico che non se ne faceva nulla, e appena entrato nel locale subito l'ha ingollata. Dopo cinque minuti era al centro della pista a ballare e a scatenarsi. YUHHHH... (risata). "Ofrà sai ballare bene, ma, porca puttana, sempre le 17enni?" gli dicono sempre gli amici. "Ecche ci posso fare io? Mi piacciono le 17enni. Fanno poco resistenza e spesso e volentieri te la danno. La danno talmente facile che pare gli scotta nei pantaloni!" (risata).

Dopo la pasticca, tutto diventa blu...

John balla accanto a Melino. A guardarli sbracciare sembrano Zanna e Colas. Sorridono alle sbarbe e le sbarbe ancheggiano facendo una grossa O di stupore con la bocca.
"Stasera si tromba". Questa frase la pensano un po' tutti.
E comincia la danza del rimorchio, o se preferite: del rimorchio coatto.

John: - Miss Blondine, mi sta facendo venire il cazzo duro.
Melino: - Good Job, Miss Blondine, Good Blow Job!
John: - Miss Blondine... a me! Miss Blondinette a te!
Melino: - And Miss Seventeen for my old friend Ofrà!
John: - Eddove sta?
Melino: (Fa un gesto col mento in direzione di un divanetto dove Ofrà sta pomiciando con una 17enne.)

Miss Blondine si lascia abbordare senza troppi pretesti. Ballano coscia contro coscia, jeans aderenti contro minigonna nera. la musica è infuocante, progressiva, scalmanata. Miss Blondine alza le braccia e si mette di spalle, John alza le mani catturando quelle di Miss Blondine e se le porta sulle sue spalle. E col bacino spinge nella direzione giusta, tra le chiappe di Miss Blondine. La pasticca sta facendo effetto da almeno un ora.

Miss Blondine: - Ho voglia di prenderlo in culoooo...
John: - Come?!? URLA!
Miss Blondine: - HO VOGLIA DI PRENDELO IN CULOOOOOO!!!...
John: - Oh my little Miss Blondine! I'm here for you, ass-fucker!

John in uno scatto di almeno 70 centimetri va a cercare Ofrà per farsi dare le chiavi della macchina. L'ultima volta l'aveva visto sul divanetto a pomiciare con Miss Seventeen, ma da lì era scomparso. Neanche al bancone c'era e tantomeno al bagno. Un po' di panico assale John, ma il tanto che basta per farlo girare a 360 gradi per almeno 2 volte, che poi Ofrà riappare sottomano a Miss Seventeen con i capelli tutti spettinati dall'entrata del locale.

- Ehy Ofrà.. tutto a posto in macchina?
- Tutto a posto tutto a posto... (risolino)
- Dai, smollami le chiavi che tocca a me!
- Ecco qua. Vaya con Dios amigo. Don't forget the condom!
- Ok. Solito posto?
- Yes (risatina).

Miss Blondine si lascia tirare il braccio appena timbrato dal buttafuori e si lascia sballottare un po' nel parcheggio prima che John arrivi alla macchina. A guardarla così lasciva si arrapa ancora di più, e comincia a baciarla e a pressare il suo pacco (di lui) nel suo pacco (di lei) e lei... Miss Blondine... Ahhhh... Ansima.
John con una mano avida le apre le gambe (senza minima resistenza, tra l'altro) e si accorge di un paio di
mutandine rosa confetto. Oh Miss Blondine... questo è il rosa confetto... e ora ci mettiamo il rosa mandorla a condire il tutto.

In macchina i sedili sono già predisposti per fare cose nel sedile posteriore. Miss Blondine entra e ride e si scopre la camicetta e si ricopre i seni, ridendo e agitando le gambe. John entra dentro e... Zac la portiera dell'auto è chiusa.
John estrae dalla tasca un paio di pasticche blu, da depositare una nelle sue fauci, l'altra nella boccuccia di
Miss Blondine. Si avvinghiano e si baciano con lingue avide e impasticcate.
John pensa: è una troia!
Miss Blondine pensa: Sono una troia!!!

sono entrambi nudi e Miss Blondine ha già abbastanza spompinato il nostro eroe, che a questo punto ha solo un pensiero: Incularsela. E non mancherà alla sua promessa.

in macchina si sa: le cose da fare sono scomode, ma se si ha spirito di adattamento le cose vengono da sè. E per inculare alla pecorina, la posizione più comoda è lei gattoni sui sedili e col culo pizzo, e il resto dello spazio a lui.
Comincia la Giostra, Miss Blondine prova piacere e ci sta. John entra con un po' di fatica, ma entra e comincia
a pensare ai suoi film porno visti di recente.
Si fissa su una scena in particolare: quella in cui lui incula lei tenendola per i capelli, e lei soffre e geme.
Il tutto doppiato in un pessimo italiano.
Ma Miss Blondine ha i capelli biondi corti e John ha la geniale idea di prenderle le braccia e tenerle ferme con
una mano acchiappando entrambi i polsi, e la faccia accondiscendente di Miss Blondine sbatte direttamente sul sedile.
John spinge e prova piacere. Spinge senza accorgersi, spinge avanti e indietro, spinge che la pasticca lo fa
durare un casino. Spinge e non si accorge che Miss Blondine rimane ferma immobile senza più alcuna reazione.

Si ferma a guardarla un attimo: Miss Blondine praticamente è morta, soffocata dal sedile. Non aveva nemmeno la forza di dimenarsi, tanto stava fuori. E John non ha fatto nient'altro che accellerare il soffocamento con il suo spingere e spingere.

Un pensiero assale John: Non sei venuto, non sei venuto! Vienile dentro, anche se è morta! Chi se ne frega! Vienile Dentro!!!
E John acconsente a sè stesso, e continua a scoparsi Miss Blondine Cadavere fino a quando non le viene
direttamente in culo.
Toglie il preservativo, getta tutto fuori dalla macchina, si riveste al buio, trascina il corpo di Miss Blondine
per un 5/6 metri, getta a terra tutti i suoi vestiti ammucchiandoli senza un filo logico: mutande e calze sopra la gonna e scarpe dentro la camicia.

Con l'aria di chi fa il vago, John rientra dentro la discoteca e va subito a cercare i suoi amici. Melino non tarda a farsi vivo visto che adesso è il suo turno di macchina. Ma John è categorico: Bisogna andare via. E pure alla svelta, aggiunge gridando nell'orecchio destro dell'amico, mentre conle mani sulle spalle per portarselo a sé esprime qualcosa come "questa volta l'ho fatta grossa".

Ofrà è impasticcato al centro della pista che suda e ride con le braccia al cielo verso la stroboscopica che lo proietta dall'alto verso il basso in un delirio bianco nero, e non ne vuole sapere di smettere tantomento, figuratevi, di andare via.
Ma John lo strattona e lo spinge via. Tiene il braccio stretto dell'amico come a dire "questa volta l'ho fatta
grossa" e Ofrà alla fine cede, saluta Miss Seventeen con un la mano aperta ondeggiante a tergicristallo mentre Melino è già fuori che pensa alla pippa che si farà appena arrivato a casa.
Miss Blondinette era scomparsa così com'era apparsa.
Ripartono dal parcheggio abbandonandosi alle spalle i 120 bpm.

Melino: - Insomma, caro lord, che cazzo è successo? Miss Blondine dove sta?
John: - Non ci crederai, ma me la sono scopata a morte.
Ofrà: - Senti che figa sta canzone in radio! Una volta me l'ha fatta sentire mio padre
(una radio notturna trasmette Satisfaction dei Rolling Stones).
John: - E' morta mentre me la inculavo.
Ofrà: - Te la sei inculata? fico...
Melino: - E' morta? porco zio... e dove l'hai messa?
John: - L'ho messa in posto sicuro. Lontano da noi. Spero solo che sta storia non si senta in televisione. E voi
ovviamente non sapete nulla.
Melino: - Pensa se chiamano quelli di C.S.I.... In quel caso mi dispiace... ma sono cazzi nostri. Quelli
riescono a  scoprire pure chi ha ammazzato una mosca nell'82.
Ofrà: - ...And I try! And I try!... (risatina)
John: - Ma PORCA TROIA! La smetti di ridere? di fare sta risatina del cazzo?
Ofrà: - Non ci posso mica fare niente... io sono fatto così. Mi piace ridere.

























































Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 11:54 - commenti (11)
domenica, novembre 07, 2004

Il bacio della vita

Si dice che nel mio paese, non molto tempo fa abitava un giovane mago.
Aveva inventato diverse pozioni magiche, e aveva addirittura una porta alchemica in casa, ma non aveva mai voluto varcarne la soglia poiché non era ancora giunto il suo tempo.
Era una gran brava persona, volenterosa, generosa e che soprattutto non si faceva mai mancare nulla, sia a sé che ai suoi cari.
Un giorno, discutendo con i vecchi del paese è stato sopreso a dire:
- Non vi preoccupate, finché ci sarò io in questo paese, voi non dovete temere la morte, visto che sto studiando una pozione che non fa morire il corpo. Ho praticamente trovato una scorciatoia per la vita eterna terrena.
E i vecchi avevano fiducia in lui, e non facevano che parlare bene di questo giovane mago, anche se il prete del paese non aveva gran fiducia di questo losco peccatore (come lo chiamava lui).
Il curato, infatti, durante una delle sue lunghissime orazioni domenicali in chiesa, si scagliava contro il mago e i suoi metodi di ricerca, e si apprestava a maledire tutti coloro degnavano il giovane strambo di attenzioni, fiducia e considerazione.
Le vedove piangevano, poiché più volte avevano usato delle pozioni magiche e filtri d'amore, confezionate indovinate da chi?
Le persone del mio villaggio quindi, han cominciato a considerare sempre di meno il giovane mago.

una sera di temporale, durante la cena matrimoniale della figlia del sindaco, il vecchio prete, invitato al banchetto, ha avuto un mancamento, e cadendo dalla sedia ha sbattuto con la testa all'indietro, smettendo all'istante di respirare.
Il malore era dovuto ad un bicchiere di vino di troppo.

Tutti han cominicato ad agitarsi, e preouccparsi e fare qualcosa per salvare il vecchio, chi pregava, chi piangeva e chi ha avuto il pensiero di chiamare il giovane mago, ricordandosi della sua pozione magica. Infatti poco dopo, arrivava il giovane ansante, a causa della furiosa corsa e di una borsa pesante che si trascinava, piena di ampolline contentneti erbe. Subito ha cominciato a chiedere alle persone intorno al cadavere del prete di spostarsi e di fare aria, poi ha preso un ampollina di colore scuro con un liquido all'interno chiarissimo e intingendo il dito anulare nel liquido lo appoggio sulle labbra del prete e in silenzio asciugò il liquido strofinandolo senza particolare energia, come se fosse un massaggio, o un bacio. Il bacio della vita.

Il prete, in pochi momenti, ha ripreso vita, alzandosi si rendeva conto di quello che era successo. Il primo pensiero è stato "è stato un miracolo!"; poi vedendo intorno a sè l'alchimista ha cominciato a piangere e dire: Scusami, scusami! Adesso capisco che non sei malvagio, e che senza la tua pozione io non sarei qui a ringraziarti.

La festa ha ripreso vita e tutti han continuato a ballare e divertirsi, e la festa del matrimonio della figlia del sindaco è andata avani per tutta la notte, fino a mattina avanzata, e si gridava: viva la figlia del sindaco, viva il mago!

Ovviamente, i giorni successivi non si sentiva parlare d'altro, e l'attenzione si riversava particolarmente sul mago e sulla sua pozione.

Un paio di settimane dopo l'accaduto, cadendo sempre da una sedia, il sindaco stesso perdeva la vita, e a differenza della volta precendente la prima cosa che han fatto i parenti, è stato correre dal mago, che con un gesto di altruismo ha accettato ancora di usare la sua pozione magica per curare il sindaco.
due gocce di liquido sulle labbra e anche il sindaco si è rianimato.

Immaginatevi le conseguenze, da quel giorno in poi, tutti i vecchi del paese stavano con meno pensieri in mente, poiché in caso di decesso ci avrebbe pensato la sacra pozione magica del giovane mago.
E ognuno alzava il gomito col bere, e rischiava la vita con la sicurezza di ritornare in vita con l'ausilio della pozione del giovane mago.
La fila fuori casa del mago era lunghissima, e addirittura venivano da paesi limitrofi per avere un po' della magica pozione.
Molte persone erano disposte a pagare ingenti somme per una bottiglietta di quel magico liquido; altri hanno pagato cifre ancora più ingenti comprando delle bottigliette di liquido contraffatto da speculatori che assicuravano l'effetto della pozione. Altri andavano a farsi ungere le labbra dal mago tutte le sere prima di andare a dormire.

Il giovane mago notava tutto questo e non lo trovava affatto buono, e capendo che il controllo della situazione gli era sfuggita di mano, ha fatto la cosa più saggia tra tutte quelle possibili: Una sera che era comprletamente solo in casa sua, nel suo studio, tra le sue carte, ha bevuto tutto il liquido rimasto nella piccola bottiglietta, ha tirato un grosso respiro di sollievo, ha accartocciato la pergamena contenente la formula per ricreare l'acuqa miracolosa, e con un passo deciso ha attraversato la soglia della porta alchemica. Sparendo per sempre.














Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 21:47 - commenti (6)
mercoledì, novembre 03, 2004

La sera al Fly Jazz

il suonatore di Jazz la vide entrare nel locale con la sua pelle di ambra sotto il vestitino di velluto rosso e non la riconobbe subito, la notò con lo sguardo di traverso, come solo chi sa dove guardare una donna con il vestitino di velluto rosso che copre una pelle color ambra.
I suoi capelli si muovevano a suon di assoli di sax. I capelli di chi?
Il suonatore di jazz faceva ballare la gente svogliatamente mentre sorseggiavano un drink da gangster anni 30, e bettevano le nocche della mano libera sul ginocchio svolgiatamente accavallato.
E Giody la rossa faceva affari col Mancino, grosso trafficante di liquori della zona est di New York.
La donna col Vestitino di velluto attorno alla pelle color ambra sembrava distratta da cose e i suoi pensieri si perdevano nel fumo del locale, che come il grosso prato di Central Park fa da tetto alla noia.
E il suonatore di Jazz recita una poesia con le dita e fa un cenno al suo amico Jack bacchetta di ferro, famoso per aver continuato a suonare la batteria anche dopo aver visto la sua donna tradirlo in pista col ballerino di tango del "My Moon"... O Jack! Gran brutta storia, gli dice sempre il suonatore di Jazz, e lui risponde: Vedere la propria donna tradirti è Jazz, e non potevo smettere di suonare in quel momento.
E in città ancora si parla di Jack bacchetta di ferro e del suo assolo di batteria. Notte magica fu quella. Puoi dirlo forte... Oh Jack!
E Giody abbraccia l'avvocato che la scosta come scosta le mosche dal suo whiskey.
Ehi Giody, stasera è tardi. E ora che vai a mettere a letto tuo figlio, Giody. E il suonatore di jazz ti guarda e non dice niente. Ma lei capisce che i suoi occhi sono solo per lei, per pelle d'ambra e velluto rosso.
Il suonatore di Jazz, strizza gli occhi e parte un giro di tromba che ricorda le stelle viste tra la 16esima e la 44esima: un assolo nero come il petrolio, nero come la coscienza di Joe LaGamba, nero come l'amante della figlia di Jack. Oh Jack!
E infatti miss Ambra è già al quarto drink. e l'assolo del suonatore di Jazz sembra dire "Occhio, piccola!, non bere troppo, che stasera ho voglia di cadere nel tuo seno, e voglio caderci vivo. Vivo dico, Vivo. Garantisce per me il mio faccia di cane Jack bacchetta di ferro."
E Giody malfidata spegne un'altra cicca. E ne riaccende un'altra alla faccia del barista che non fa altro che andare a ritmo e a pulire lo stesso boccale di vetro e spuma.
la donna col velluto sulla pelle color ambra sta pensando a come fare per essere bella, e il suonatore di Jazz le si avvicina i mezzo centimetro e le dice, a suon di Jazz: Ehi piccola, sono un professionista, un'anima dannata. Perché hai deciso di farti amare?
E lei, passiva come un orologio di strada, guardava la porta che non si spalancava mai per lei.
Ehy Jack, pensò il suonatore di Jazz, ho bisogno della tua bacchetta di ferro sulle gengive. Non vedi che non sono abbastanza Jazz? Vai, parti col nostro pezzo, quello forte, Jack!, Quello che fa innamorare le disilluse.
Ecco, proprio questo, Jack. Tu sei Jazz, vecchio Jack... Oh Yeah!
E la donna col vestito d'ambra e velluto si guarda intorno sensuale alla ricerca della voce che la sta cercando tra la folla, come un cupido che punta la sua freccia. Ma la freccia stasera sa già dove puntarsi, a costo di cambiare rotta mille volte, a costo di spaccare tutti i cuori del locale, a costo dell'assolo del suonatore di Jazz. Uno sguardo che non è per lui, però, mentre Giody si sposa col cane di Rod faccia di cane.
E l'assolo di suonatore di Jazz sembra dire solo due cose: la prima è "vieni da me, piccoloa, andiamo a vivere insieme. Casa mia è un buco di appartamento sull'84esima, ma in 3 ci staremo bene... io... te... e il Jazz"; e la seconda cosa è "Oh Yeah"...
Ma le dichiarazioni di amore, Jack, sono pallottole sparate alla schiena: a tradimento e dolorose.
Stai cercando di fuggire, Giody, me ne rendo conto. Stai cercando di scappare, o di puntare tutto quello che hai sui 4 assi di contrabbando che ti ritrovi in mano?
E la donna color ambra se ne va, come un foglietto di carta gettato al molo. Fugge via tra le puttane e la polizia, e il suo essere rosso e ambra svanisce nella strada per riapparire ogni tantonel riflesso sporco di un pigro lampione che dice: Gran bella luna, gran bella luna, ma molto meglio è la luna del My Moon. Oh Jack... Se ne va. E con lei finisce l'assolo del suonatore di Jazz. Oh Yeah.





















Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 17:14 - commenti (3)