martedì, ottobre 19, 2004

Qualcosa in sospeso

- Se devo dire la verità io sto bene così.

La discussione andava avanti da un po', un po' come queste parole: senza portare a nulla di concreto.

- ...Poche preoccupazioni, la sera vado a dormire tranquillo, ogni tanto faccio qualche lavoretto, mangio quello che passano alla mensa, spendo il minimo indispensabile, viaggio sui mezzi gratis, e ho tutto quello di cui ho bisogno a portata di mano.

Non ci posso credere, sembra quasi contento di quello che dice:
Mi viene in mente un episodio stranissimo: da giovane, circa una quindicina di anni fa, mi davo molto da fare per realizzarmi, o meglio: per arrivare ad essere così come mi aveva idealizzato la società:
Un medio borghese con una laurea in tasca fresca, una testa stravagante ed una personalità estroversa, degli interessi fuori dal normale e un paio di conoscenze importanti (amici di famiglia).
Quando mi sono accorto che quello che volevo io era tutt'altro era troppo tardi, avevo già la personalità fuori dal normale, una laurea stravagante e amici di famiglia medio borghesi.
Una grossa confusione. Un caos di aggettivi e di sosTantivi da incastrare.

- Forse funzionerà lo stesso? - Mi dicevo, e provavo a far collimare le cose. Senza troppi problemi devo dire.
- In fondo, nemmeno mi preoccupo di parlare bene. qui ti capiscono tutti, si parla a gesti, si trasmettono emozioni semplicemente con la presenza. Ma se metti una cravatta ad un cane, che succede? la gente comincia a dargli del lei. e quella bestia non può che continuare a dire wof. Chi è la bestia dunque?

Una volta ero in giro per strada e ho visto un cane con una zampa ferita e sanguinante sul bordo di una strada. Un autista si era fermato, probabilmente per vedere le condizioni dell'animale.
Poi ad un tratto si è messo ad urlare. Se la prendeva con chi aveva investito il cane, ma se la prendeva soprattutto con chi non si era fermato a soccorrere il cane.
Quel cane non aveva la cravatta.

- Hai mai provato a parlare da solo? Non ti fa sentire meglio? e vero? Non si elaborano pensieri più coerenti ad alta voce?
- in mezzo alla gente mai - dico io, - Non mi è mai capitato. Anche perché di solito non parlo molto.

Vicino casa mia c'è una videoteca, gestito da una coppia di ragazzi molto giovani. Guardano film tutto il giorni e per tutti i giorni. Ma ci parlano sopra, commentano le scene, rispondono al telefono, e poi a volte litigano pure, e quando arriva qualche cliente che vuole affittare quel film, si alzano controvoglia e sfilano la vhs interrompendo la visione a metà.
Ma poi mettono su un altro film, e ricomincia la solfa: guardare, commentare, guardare, commentare.
Sono bravi ragazzi. Hanno molti interessi. E mi piace intrattenermi con loro, ma solo quando ci capito.

- Tutti mi dicono che sono matto. Io non vedo differenza tra me e un matto, ma non vedo nemmeno differenza tra un matto e gli altri. Un volta ho consociuto un tale, lo chiamavano aristotele, e mi disse la regola fondamentale per essere in sintonia col mondo. Mi disse: tutti sono matti e sono in sintonia col mondo. Cosa ci è rimasto da fare per essere anche noi in sintonia col mondo?
- Dovremmo essere matti pure noi.
- Potrebbe essere una soluzione. Ma io non diedi risposta, all'epoca non ero molto serrato su determinati meccanismi logici di questa macchina.
- E che facesti?
- Bah... probabilmente mi presi una grossa sbronza in onore ad Aristotele. Poi ho scoperto che aveva scritto un sacco di libri di filosofia. Ho provato a leggerne qualcuno. Ma non è che ci abbia capito molto.

Per anni sono stato convinto che i Velvet Underground fossero inglesi, e che il libro di umberto Eco si intitolasse "Nel nome della rosa"...

- Non hai qualche spicciolo per me, fratello?




































Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 17:42 - commenti (6)
domenica, ottobre 03, 2004

Un libro che poi non è un libro...

Da oggi potete (anzi, dovete) scaricare il nuovo libro, rigorosamente on line e rigorosamente gratis.
Si tratta di tutti i racconti pubblicati su questo blog più o meno da un anno a questa parte in unìunica raccolta, con un minimo di impaginazione e tutte quelle cose dei libri stampati veri da mettere sulla libreria.
Per i frequentatori abituali di questo spazio non ci sono pressocché grosse novità, se non quella, magari, di leggere racconti che si perdono nel tempo, magari accarezzando il continuum spazio-temporale.
Ma non gioisca colui/colei che pensa che mi son messo a correggere tutti gli errori di battitura o grammaticali... l'ho fatto solo in alcuni casi, per tutti gli altri non ho modificato una virgola, per due motivi:
1) Questi racconti sono come polaroid (o visto che ormai ce l'han tutti, fotografie digitali). Sono quindi istantanee di pensieri e così come mi venivano in mente così dovevano essere riprodotte su tastiera, e non sempre ragiono in stampatello. (E questa è la scusa ufficiale).
2) non potevo mica mettermi a correggere tutti i racconti... ci avrei messo una vita!!! Sono pigro (e questa è la scusa ufficiosa).

Comunque scaricate questo libro, condividetelo sui programmi di file sharing, inviatelo per posta elettronica ai vostri amici e anche ai vostri nemici, citatelo tra i vostri colleghi universitari e di lavoro, scrivete un annuncio sui cessi degli autogrill, e soprattutto leggetelo. Così magari poi immagino che quello che scrivo piace, e per un attimo mi sento "scrittore" pure io.


Mdm! il nuovo libro!











Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 07:45 - commenti (5)