martedì, giugno 29, 2004

[Progetti futuri]

Dopo un anno di Mdm, faccio una specie di bilancio.
Innanzitutto comincio col dire che sono molto contento di come si sia evoluto questo blog, che in un certo senso, cerca di differenziarsi dalla maggior parte di quelli già esistenti. Nessuna critica per il lavoro degli altri, ma siccome io non son capace a raccontare i cazzi miei in maniera diretta, preferisco farlo attraverso immagini mentali che mi vengono per strada, mentre dormo, o mentre parlo ed interagisco con le persone. E questo mi piace
Per quel che riguarda i raccontini, mi piacciono molto, alcuni più degli altri. Alcuni li considero dei piccoli capolavori, altri delle immani stronzate, altri he rileggendoli vorrei riscrivere per allungarli o accorciarli. Ma del resto sono contento lo stesso.
Sto valutando l'idea di levare la possibilità di commentare i raccontini (visto che
tanto non lo fa nessuno :P) un po' come dire "questo è quello che scrivo e basta", anche se poi, diciamo la verità, leverei il 90% del bello del blog, ovvero il diritto alla gente (o "lettore") di dire la sua.
Vorrei cambiare template, ma non ho tempo e voglia di farne un'altro, quindi se qln ha tempo e voglia (kocch... sei direttamente convocato! :P) di farne uno, sarò contento di adottarlo, certo però che prima deve piacermi :-)
Occhei, adesso finito il bilancio, passiamo alle novità... che per chi mi frequenta, tanto novità non sono.
Ho deciso di incamminarmi in un progetto forse più grande di me, ovvero quello di scrivere dei racconti lunghi a puntate. Forse un esperiemento già visto e sentito, oppure già proposto, forse no... questo giuro che non lo so... ma è un idea che avevo in mente da molto tempo e che da un mesetto circa mi ronza per il cervello con un paio di storie che benissimo potrebbero essere pubblicate su un blog che non ha nessuna pretesa oltre quella di essere letto.
Praticamente l'idea è riassumibile così:
In quest'era di reality show, dove tutti possono permettersi di diventare delle celebrità (o almeno conosciuti) io voglio fare una cosa del genere: scrivere un libro in tempo reale. Chi scrive, ha scritto o vuole scrivere sa benissimo che un libro non si scrive mai in sequenza, ma si compone nel tempo passando da capitoli a capitoli, reintegrandoli, riscrivendoli, aggiungendo particolari. IO invece voglio fare qls di diverso. Ovvero scrivere il libro, o racconto lungo, così come viene, quindi con l'irregolarità che contraddistingue i miei post, sia temporali che verbali. Ovviamente nella mia mente c'è già ed è tutto pronto. Manca solo la digitazione... ma và?!
Sotto certi punti di vista è come assistere ad un live. Sotto molto punti di vista... ma proprio molto sotto.
Per chi non lo sapesse, ovviamente scrivere non è la mia attività principale, mi piace farlo, mi rilassa e soprattutto mi piace creare situazioni assurde e poi farle vivere. Forse un mio difetto è che quando scrivo una cosa non la rileggo mai, neanche per correggerla, e infatti per scrivere i post che leggete sul blog, spesso non impiego più di 10 minuti, sia a farmi venire il "lampo di genio", sia per comporre e pubblicare sul blog. Coi risultati che tutti voi avete potuto vedere! :-) Ma alcune volte fare così mi paice... è come creare un istantanea del mio cervello (malato). Probabilmente le stesse idee non le scriverei mai nello stesso identico modo a distanza di tempo, e perderebbe di freschezza ed immediatezza se subisse un lavoro di perfezionamento, non so se siete d'accordo.
Cmq forse traslerò il tutto su un blog d'appoggio dedicato esclusivamente ad ogni storia che mi verrà in mente... per poi farne dei file doc, pdf, rtf, non so... cmq scaricabili gratuitamente, in barba al diritto d'autore... ovviamente sempre se a qln interessi.
Ancora non lo so, cmq si accettano giudizi, critiche, commenti e consigli su come procedere col master di merda. Poi magari un giorno scoprirete veramente com'è nato il master di merda e le persone che l'hanno visto crescere, maturare, sbronzarsi e dire cazzate immani!
Non mi resta che dirvi buona lettura, o buona perdita di tempo. Tutto dipende dai punti di vista. E scommetterei che senza quei punti di vista non sareste qui a leggere sistematicamente le mie cazzate.

Daniele














Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 10:38 - commenti (5)
domenica, giugno 27, 2004

Secondo me

- ...Ti sei divertita stasera?
- Abbastanza, sono simpatici i tuoi amici.
- Scommetto che anche a loro sei piaciuta.
- Sì, però magari la porssima volta evita di lasciarmi da sola, in fondo io conosco solo te.
- C'erano persone che non vedevo da un sacco di tempo. C'era Sanna quella mora, Marianna e Nicola che non vedevo da un sacco di tempo. Probabilmnete tra poco si sposano.
- Addirittura... Da quanto tempo stanno insieme?
- Neanche un anno. Anche loro si sono conosciuti su internet.
- Ma dai? a vederli non si direbbe.
- In che senso?
- Cioè, non sembrano persone che si danno alle chat.
- Se per questo manco io lo sono. Comunque si sono consociuti in un forum della loro università.
- E si sposano?
- Vabbè... loro sono tipi strani. MI hanno parlato di un matrimonio sardo. non ci ho cpaito granché, e se mi invitano forse ci vado.
- Buona fortuna.
- In che senso?
- Bah... non capisco.
- Beh, ti abituerai!... se vuoi.
- Ecco... per la verità un po' ci avrei pensato su.
- A cosa?
- A noi.
- Oh... e cosa avresti pensato.
- Beh, non credo che possa funzionare tra noi.
- Eh? E perché?
- Ci sono tante cose...
- Per esempio?
- Per esempio la distanza. Io sono venuta qui perché avevo un fine settimana libero. E non credo di poter venire sempre.
- Vabbè... possiamo fare una volta per uno.
- Sì, vabbè... Vallo a spiegare ai miei chi sei e come ci siamo conosciuti, minimo minimo... mi segregano in casa per un mese.
- E tu digli che sono un tuo collega universitario.
- Collega Universitario? Al massimo per rendere credibile la cosa potrei presentarti come professore. E òoi cosa dico alle amiche? e ai miei amici?
- Gli dici la verità, o non la puoi dire la verità?
- A dirla posso pure dirla... ma non è questo il punto. Il punto è che ci sono un po' di casini.
- Casini? che tipo di casini?
- Walter per esempio.
- E chi è adesso Walter?
- Walter è il mio attuale ragazzo. Stiamo insieme da un anno e mezzo e non credo sarà d'accordo su questa nostra relazione.
- Sì, ma anche lui è più grande, no?
- Ma lui è pure più vicino.
- Embè? Che significa? Non è un buon metro di giudizio il tuo, per intraprendere una storia si valutano ben altro tipo di fattori.
- Senti, sei più vecchio di mio padre. Se per te questo non è un ostacolo, per me è un baratro!
- Mah... Mah?... E ieri notte?
- Senti, è uno sbaglio, io domani me ne ritorno a casa, e se ti va, ci continuiamo a sentire, come prima. Una volta ogni tanto, così, giusto per parlare...
- Ma io mi stavo innamorando...
- E piantala... stai per diventare ridicolo. Non ricordo mai da che parte andare a quest'incrocio. I semafori ancora funzionano.
- A destra.
- E poi tu ancora non mi sei pronto per avere una nuova storia. Ed è inutile che ci provi con tutte quelle che becchi su internet.
- Certo che tu non ci vai molto per il sottile...
- Scherzi? Una settimana in questa città a gratis? e poi sono stata bene. Ora non roviniamo tutto.
- Cosa?
- Ahi!!! ma cosa fai? Ma sei impazzito?
- Oh scusa scusa... non volevo, ho reagito d'istinto!... scusa amore. scusa tesoro...
- Ahi... la pancia... mi hai fatto malissimo... Vattene, stammi lontano, bastardo!
- Scusa scusa... non volevo scusa... tirati su...
- Mi vien da vomitare... booorg...
- E che vuoi che sia... mica ho fatto forte... e poi è colpa anche tua?
- Non mi toccare bastardo, non mi toccare o chiamo la polizia...
- La polizia? Dai sù che non è niente... scusami tesoro, amore mio... scusa scusa scusa...
- Vaffanculo. VAFFANCULO tu e le tue scuse di merdaAAAAHhhrghhh... breeee...



























































Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 22:19 - commenti (3)
martedì, giugno 15, 2004

Secondo lei

- ...Ma non è colpa mia!
- E di chi sarebbe la colpa? de mi nonno?
- E' successo. e basta. io l'ho presa per quello che era.
- E anche lui?
- Si anche lui l'ha presa per quello che era?
- Per quello che sei, vuoi dire! Sei una stronza. una bastarda, una vipera che mordi a tradimento... sei pure un po' zoccola.
- Guarda bello che non ho cominciato io.
- Si vabbè, ma io non ho cominciato con qualcuno della tua famiglia. E sai pure che mi sta pure sul cazzo che nemmeno ci parlo più! Adesso mi vieni a dire pure che regolarmente te lo sei scopato... e io che dovrei dire?
- Dovresti dire che la tua compagna del collettivo non era banalmente scivolta su di te. E che le mutande che indossavi la settimana scorsa non erano le sue.
- Senti bella... puoi menarla quanto vuoi con la storia delle corna, ma il tuo è un gesto da bastarda! Da infame. Ci sono delle regole non scritte in questi giochi di sesso per ripicca. Alla facolta di lettere ci sono 25mila iscritti ogni anno, possibile che non ne hai trovato uno? uno solo da schioppettare un po'? Possibile che a casa mia dovevi venire a fare le marchette? ecco cosa sei, una marchettara! Come la Lollobrigida con De Sica! Bersagliera dei miei maroni!
- Fermati al semaforo, non vedi che è rosso!
- Fanculo te e il semaforo. Basta me ne vado. Non ti voglio più vedere. stronza, bastarda, zoccola, sgualdrina.
- Senti, palle secche... ti fermi un attimo? mi fa male la testa.
- Non attacca con me, non ti chiedo scusa. Non ti chiedo scusa!
- Ma sti cazzi delle scuse... prendimi... sto per cadere...
- Vaffanculo
- Mi vien da vomitare...
- Ma stai scherzando o fai sul serio...
- Sto male... brorgh...
- Ommioddio, ma cos'è quella roba?
- Uergh... sono incinta... sigh... sniff... sono incinta!
- Sei incinta?!? SEI INCINTA?!? E di quanto? Come te ne sei accorta? chi è stato?
- Da tre settimane. Ho fatto il test la settimana scorsa, non mi tornano da un mese.
- O santa madonna! e scommetto mille milioni di euri che non sono stato io.
- Aiutami a tirarmi su!
- No, manco per il cazzo che ti aiuto, manco per il cazzo.
- Senti... rialzami e ti spiego tutto. Ho già parlato con una di medicina. Mi servono un centinaio di euro. Una mia amica mi ha detto che è brava.
- Ma cosa mi stai proponendo? Ma cosa mi stai proponendo?...
- Aiutami...
- Ma neanche ce li ho cento euro. E poi non sono d'accordo su certe cose...
- Senti, non è il momento di fare il cattolico. Ho 23 anni. Come la vedi?
- Come la vedo? Male, per dio... la vedo male.
































Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 19:49 - commenti (6)
lunedì, giugno 14, 2004

Secondo lui

- ...alla fine mi mancano solo 2 esami e poi sono pronta per preparare la tesi. Sono tre anni che sto appresso a quella professoressa di merda... non vedo l'ora di stare a casa, mi sto morendo dal freddo.
- altri 5 minuti e siamo arrivati.
- Tutto ok?
- bah...
non troppo. come al solito quando la vedo ci rimango male, riesce sempre a farmi ricordare le cose più brutte che ci hanno unito per tre anni. Gli amici cinici dell'università e...
- ...sono fuori dal tunnellellelle...
- ...e poi che senso avrà mai avuto
spiattellare lì davanti a tutti la sua depressione? bah... certe volte io proprio non la capisco...
- ...del gi esse emme...
-
eheh... del gi esse emme. comunque mi sa che la settimana prossima ritorno a casa, tanto qui ho ben poco da fare ormai. L'anno prossimo tu vuoi riprendere casa qui?
- ...sono fuori dal tunnellellelle...
- oh? vuoi mantenere la casa qui? o ce ne andiamo da un'altra
parte?
- ...del gi esse emme... Ma che ne sooooo... io voglio dormire e non ce la faccio più a camminare. Adesso arriviamo a casa,
ci facciamo una doccia, che tu dentro il letto tutto sozzo e sudato di birra non ci entri, e poi mi aspetti sveglio un attimo che scarico la posta e leggo un po' di blog, ok?
- Sempre sperando che la tua bellissima amica non sia lì a rompere i coglioni. ti
ricordi quando mi ha lasciato il bigliettino fuori dalla porta per dirmi che mi dovevo levare le scarpe, ma se ne andasse a fanculo.
- Ma che ne sa lei, dei nostri problemi!? quella, te lo dico io, è invidiosa. E sotto sotto è pure un po' lesbicotta... magari
stanotte la facciamo dormire con noi, sai che figata?
- uhm, perché no... la mettiamo in mezzo e ne facciamo da punch-ball... sto
sacco di patate pieno di merda!
- Scusa, ma i semafori alle tre di notte funzionano ancora?
- ...mi son rotto i coglioni...
- Che freddo!
- ...del gi esse emme...
- Altri 50 metri e siamo a letto.
- la settimana prossima riscendo, ho deciso.
-
Occheppizza!
- Opporca miseria...
- Che hai fatto?
- Niente sono un attimino incimapato nella merda.
- Non la spiattellare
troppo che sennò vomito.
- Guarda che fa più schifo a me che a te, mannaggia quel porco... senti che puzza...
- Cogh coff..
spostati... arrrrrrr
- E che cazzo... non sulle scarpe!
- Bleurgh...
- Vabbè... ma quanto cazzo hai bevuto?
-
Brooooooooer...
- OH?!? Basta! e spostati di là, per dio!
- Ti prego, portami a casa.
- Ringrazia che sono tuo fratello che se
stasera dovevi scopare volevo vedere proprio come facevi.




































Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 20:01 - commenti (1)
domenica, giugno 13, 2004

Secondo...

La macchina sfreccia veloce dentro il traffico inesistente delle 3 di notte su Viale Regina Margaritas e dentro il pandino blu ci sono tre persone. Lei guida, lui è innamorato di lei, e poi ci sono io.
La serata è stata semplice e rituale, classica sbronza con gli amici e la birra da riuscire a digerire domani prima di pranzo fa girare un po' le cose, ma per fortuna ci sono i semafori rossi, alle tre di notte... i maledetti e benedetti semafori rossi. Sentiamo della musica in macchina e pensiamo alle frasi ad effetto di una canzone italiana... canzoncina cuore amore, dolore trattore.
Due ragazzi passeggiano con le braccia strette tra le spalle e le mani infilate profonde nelle tasche dei jeans. Che ne sarà mai di loro. Chi sono? che fanno? che dicono? da dove tornano? dove sono stati? che rapporto hanno? Ognuno di noi ha lo stesso pensiero che per un nanosecondo si trasmette all'altro sotto forma di fantasia.
E' decretato che la mente umana è in grado di realizzare pensieri complessi ed articolati in poche frazioni di seondi. E in quel frangente molti sono i pensieri che possono venire fuori, storie, immagini, parole e cazzate.
Pensiemo tutti le stesse cose, ma in maniera diversa.
Poi il semaforo diventa verde e lei inserisce la prima, alza piano il piede dalla frizione, leva il piede dal freno e accellera dritta verso casa. Il silenzio è un coltello che non riesce a tagliare i pensieri che ognuno di noi ha. Mi giro per un attimo ancora e vedo qualcosa che aggiunge un particolare alla mia versione dei fatti. I pensieri che ognuno di noi han creato sono palpabili, ma non ce li diciamo, preferiamo prlare di altro, tipo che facciamo domani e quando c'è il prossimo concerto figo e quel gruppo di Pavia che fa hip hop alienato. E quei due ragazzi sono troppo lontani per capire che stavamo pensando a loro.






Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 11:02 - commenti (5)
sabato, giugno 12, 2004

 

 

 

 

 

 

 

Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 08:11 - commenti (5)
giovedì, giugno 10, 2004

Ti amo, Desdemona!

Desdemona ed io facciamo spesso l'amore, ci scambiamo bacini, ci facciamo carezze, ci sdraiamo nudi sulla soperfice fresca delle lenzuola stirate e dopo un po' si stropicciano e si inzuppano di sudore. Di liquidi corporei e di succhi vaginali, di bibite fresche e di cubetti di ghiaccio che si sciolgono sulle nostre schiene.
Passiamo intere notti di passione farci belli nei nostri giochi, a profumarci di noi e ad aspettare il nostro turno d'amore. Fuori dal letto litighiamo spesso... ma quello è un altro discorso. Se osasse chiedermi se amo Desdemona sarei ossessivamente pronto a dirvi di no, ma provatemelo a chiedere subito dopo un orgasmo con lei... e giurerei di amarla alla follia. Tutto questo perché nel letto si crea quell'atmosfera giusta che sfocia in un sinuoso movimento di corpi e di mani rosse sulla schiena e di morsetti sul collo e di penetrazioni talmente profonde da generare quel fastidioso piacere che spesso fa dire: "Ancora". E al momento dell'orgasmo ci guardiamo negli occhi (tranne quando la posseggo da dietro) e penso intensamente, ora che ho raggiunto la luce, ti amo, ti amo Desdemona e ti amerò per tutta la vita.
Poi dopo una trentina di secondi passa tutto e si ritorna alla normalità. La spesa, la cucina, la tavoletta del water, il progetto da consegnare a fine mese, e le telefonate ai colleghi per organizzare qualcosa la sera. Con il vago ricordo in mente di quello che è appena successo.
Poi finisce tutto. E alla fine ripensi a quello che pensi quando stai avendo un orgasmo provocato dalla donna che in quel momento stai pensando talmente intensamente da non pensare a nient'altro che a lei e a quanto l'ami.
E alla soglia della mia età arrivi alla conclusione che l'amore eterno dura solo dieci secondi. Forse una ventina, ma non di più. E tutto questo è un pensiero talmente fugace che viene subissato e non funge nemmeno come colonna sonora quando pensi a quei grossi cazzi che hai su per il culo e per il cervello che la quotidinità di pone di fronte. Col pensiero ossessivo, altrettanto, di voler rifare l'amore al più presto con Desdemona e con la speranza che anche lei abbia mai pensato quello che io adesso sto scrivendo.





Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 20:05 - commenti (3)
lunedì, giugno 07, 2004

Il condominio

Il signore al primo piano stendeva i panni e si vantava del fatto che le sue goccioline non davano fastidio a nessuno, e quindi stendeva e stendeva panni tutto il giorno per tuti i giorni.
La signora al secondo piano innaffiava i fiori sul davanzalle delle sue finestre e ascoltava musica nel walkman e senza nemmeno accorgersene sporcava le bianche lenzuole del signore del piano di sotto.
La vecchietta del terzo piano lavava il balconcino con la candeggina e dalla sua ringhiera colavano gocce di detersivo che smacchiavano le piante della signora del secondo piano.
il signore del 4 piano aveva il sole sempre in casa e si affacciava spesso alla finestra dove, fumando una sigaretta, gettava la cenere sul balconcino della vecchietta del terzo piano.
Al quinto piano vive un bambino di 6 anni che ha imparato cos'è la solitudine guardando quel signore del quarto piano.
Al settimo piano viveva una coppietta di sposini che non si affacciavano mai alla finestra, ma sognavano presto di avere un bimbo, magari come quello del quinto piano.
All'ottavo piano una coppia di anziani guardava la televisione ad alto volume e non si parlavano più, invidiando l'età degli sposini del piano inferiore.
Al nono piano vive un poeta che guarda tutto questi piani e spesso sogna, e passa le sue giornate ad immaginare di essere ognuna delle personalità di quel bizzarro monumento.
Al decimo piano ci sono io che guardo tutti e dico: "Ah... se solo sapessero la verità!"









Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 09:27 - commenti (3)
giovedì, giugno 03, 2004

Il destino inevitabile

Quando una volta ero un bambinetto, conoscevo un tipo assai affascinante, anche se di aspetto era brutto e ricurvo. Le sue parole erano spesso dritte ed affilate, come le caramelle che sempre mi sconsigliava di mangiare.
E mi diceva tante cose, mi insegnava tante cose. E diciamocelo... fu proprio lui a lanciarmi con passione nel profondo mondo dell'informatica tra le sue routine, funzioni, oggetti e connessioni.
Potessi avere un decimo del suo sapere... forse sarei sempre così.
Era Una persona, che pur quanto appassionata di informatica, ne sapeva ben poco dei modernissimi sviluppi che questa materia aveva intrapreso (non conosce il Java, non conosce il .Net, conosce qualcosa di C++, e tutti i lavori che aveva fatto in Visual Basic erano programmi gestionali). Probabilmente oggi ne so molto più io di sintassi e di linguaggi che lui.
Amava il Cobol all'ennesimo livello, e impazziva quando gli scrivevo procedure in Assembler dicendo "Ecco... vedi... questa è poesia!".
Alcune volte arrivava a parlare direttamente in SQL. Ci considerava tutti dei database in cui inserire, aggiornare, cancellare e prelevare informazioni attraverso delle semplici query.
Odiava le variabili Variant... quel tipo di variabili che ti portano ad abusare della memoria a disposizione... e per uno che viene da una scuola di programmatori che lavoravano senza hard disk e senza ram, sa cosa intendo dire.
Un'altra scuola senza dubbio. Unix per lui era una trovata geniale, ma che mai avrebbe fatto concorrenza al Dos. Fortunatamente la storia gli ha dato torto.
Il mio mentore.
Mi ritengo fortunato di essere stato iniziato in maniera definitiva in questa professione (sempre se "programmatore" possa definirmi) da lui.
Ora è un po' che non lo vedo. Ma oggi mi è capitato di pensare a lui. E di pensare soprattutto ad una delle ultime frasi che mi ha detto prima di salutarci. Mi disse "Daniele, noi uomini siamo un popolo di cliccatori di bottoni. Da quando ci svegliamo la mattina a quando ci addormentiamo la sera non facciamo altro che cliccare bottoni. Il televisore, il telecomando, il cellulare, il computer, la luce elettrica, il walkman, lo stereo, l'ascensore, la metropolitana... noi non facciamo altro che cliccare bottoni!".
La frase mi sconvolse e mi affascinò alquanto. E se ci pensate bene è così... e sfido chiunque a dimostrare il contrario... anche se... diciamocela tutta... se state leggendo questo, un po' di bottoni li avete cliccati pure voi! O no?
Daniele













Scritto e non riletto da: ostelinus alle ore 20:30 - commenti (3)