Dall’archivio magnetico del signor Alex D. Registro questa cassetta perché le mie emozioni di oggi non vadano perse come nespole nell’oceano.
Non ho bisogno di uno scooter o di una moto, non ho bisogno di fare i compiti per domani, non ho bisogno del telegiornale, della gente, di una casa. Basta il fresco sulle braccia, basta la fotografia mentale di Aidi seduta sul letto in camera sua a gambe incrociate, assorta sul libro di greco. Nella sua classe stanno svolgendo il programma che noi avevamo l’anno scorso, i lirici greci e Ohi lassa innamorata e quel Cecco dell’Angiolieri. Mi basta sapere che tra qualche secondo lei sentirà il campanello della mia bici e scenderà a darmi un bacio. E quando riporto il cambio sul rapporto maggiore e pedalo gli ultimi colpi fluidi girando attorno al seminario e poi scendo con la ruota posteriore che scalcia inchiodata dal freno fino allo spiazzo e alla casa di Aidi, be’, sono convinto che il paradiso sia un posto abbastanza del genere.
Adelaide sta mangiando una mela. È bella. Ha i capelli castani sciolti sulle spalle, la maglietta Jan Sport contrasta con la pelle scura e non riesce a nascondere le sue tette reggae. Non so. Mi crea effetti strani. Per la prima volta, di una ragazza prendo in considerazione anche le braccia, il collo. Mi crea effetti strani, insomma. Ci prendiamo per mano senza dire niente e camminiamo fino al ciglio del prato, poi sediamo vicini. Le colline illuminate dalla luce tiepida del pomeriggio, l’erba tenera sotto noi: tutto è verde e tutto va bene.
Hai un’aria incredibile a scuola, Alex, mi fa. A volte hai un aspetto incazzatissimo, altre sembra che il tuo corpo sia lì e la tua anima chissà dove. Insomma, non è che ti ci trovi molto...
Io mi sono messo a ridere e lei m’ha passato un filo d’erba sull’incavo del braccio. Perché ridi? mi fa.
Perché sono contento, credo. Le ho detto questo.
Anche lei ha riso, e ha fatto una specie di linguaccia.
No, sul serio, mi dice. Ascolta. A scuola hai sempre quest’aria da poeta decadentista, e invece, il pomeriggio, sei disteso e carino e...
Lo so. È perché ci sei tu, mia adorata.
Altra linguaccia. Semibacio.
("Jack Frusciante è uscito dal gruppo", E. Brizzi)
Gran libro, vero?
ultimamente è venuto molto spesso fuori di spendere un paio di parole su questo libro, cercandone la frase più significativa per ognuno che l'ha letto... la mia frase preferita del libro è forse quella che ho incollato sopra... forse, o meglio, quella che all'epoca di quando lessi per la prima volta sto libro mi rimase più impressa... mi fece parecchio effetto perché mi ci rispecchiai davvero in quel libro, e senza manco farlo apposta...
- avevo 17 anni
- da un paio d'anni avevo la fissa della bici e mi muovevo sempre con quella, mentre gli altri amici miei avevano tutti i motorini, e mentre loro arrivavano a monterotondo in 5 minuti, io ci mettevo un quarto d'ora, e avevo la maglia con le chiazze di sudore.
- era il periodo che facevo graffiti, disegnavo dappertutto e taggavo "linus" dappertutto, vestivo oversize e ascoltavo musica hip hop in pubblico (ma in privato, mi dedicavo sempre e solo alla mia cara amata musica italiana d'autore e il rock anni 70)
- il liceo che frequentavo aveva tutte le stesse identiche figure mitologiche descritte nel libro (il socialdemocratico, il tossico etc etc) e poi era ben chiaro immaginare che quelle sono delle figure presenti in ogni liceo...
- frequentavo l'azione cattolica, e stavo per esserne cacciato per via di alcune mie convinzioni "strane", poiché da poco avevo scoperto l'anarchismo...
- e poi soprattutto, dopo aver letto il libro, ho conosciuto e "mi sono messo" con una tipa che era uguale ad Aidi, soprattutto per le pattturnie e le pippe mentali... anche se i nostri incontri nn erano casti come quelli dello sfigato Alex D.
sicché passai quell'estate all'insegna del libro... a sentirmi vivo per ogni immagine e ogni parola scaturita da quelle pagine... fu l'estate del primo "ti-aldilà-anche-se-suona-male"... e tra parentesi Laura (così si chiamava la mia "Aidi") me lo aveva scritto anche nelle prime pagine di questo libro, che prima le ho prestato, poi regalato, e poi abbiamo regalato alla cugina e coì via... (tra parentesi, ho già parlato della cugina di quella brava ragazza nel post del 20 giugno)... insomma... pure 'sta "Aidi" viveva lontano (un quartiere di roma, per la precisione) ma cmq lontano...
e ci siam visti per un'estate, tante volte, intensamente, e tutti i momenti erano pieni di adolescenziale magia...proprio come due due pinocchietti del libro!
insomma... sono molto legato a sto libro, per una serie di ricordi, piacevoli, e piacevolissimi... anche se poi i risvolti furono niente male... cioè anzi, furono molto psuedo-drammatici enfatizzati a tragedia come solo gli adolescenziali del cazzo sanno fare. e coincidenza vuole che poi scoprì tante altre cose... tipo che il 90% del libro è una scopiazzatura di altri libri, un collage di frasi fatte e topos letterari e adolescenziali... kerouac, tondelli, chatwin, bach, salinger, de carlo, c'erano tutti... tutti a fare capolino tra questa e quella pagina... e poi soprattutto lei ti lascia... senza motivo, senza reali motivazioni, e soprattutto poi lei si mette col tuo migliore amico nel giro di una ventina di giorni... e quest'ultimo decide di non volerti vedere più che non riesce a vederti più come un amico, ma come l'ex della sua ragazza... ma fanculatevi tutti e due...
e io poi metto insieme a quella che è stata davvero il mio primo vero graaaaaande amore adolescenziale... storia di cui alcuni rimasugli me li porto ancora addosso, come certe concezioni di vita e modi di vedere le cose... ma quella è un'altra storia...
poi leggo un'intervista al vate Brizzi in prossimità di un suo libro nuovo e inedito "Bastogne", in cui svelava l'aspetto autobriografico (ma va!?) della storia tra Alex e Aidi in cui affermava che lei, ritornata dall'America, ingrassata all'inverosimile aveva cercato Alex, che nel frattempo si era trombato mezzo liceo in vacanza... avevano provato a mettersi insieme, e dopo 3 settimane si sono mollati per sempre...
...ammetto che leggere ste parole è stato veramente catartico!
mi sono esorcizzato da un brutto/bel periodo della mia vita... mentre intanto viaggiavo innamorato sulla mia mountain bike a casa della tipa di cui sopra...
volete sapere com'è finita?...
è tutto scritto in un libro, che in determinate comunità virtuali ebbe anche un discreto successo (posso vantare di avere un migliaio di lettori anche io sparsi in italia) ma che mai fu pubblicato da nessuna casa editrice... ma quella è proprio un'altra storia...
grazie per aver letto tutto sto pippone!
buona giornata
daniele