venerdì, luglio 11, 2008
[Aspettando l'ispirazione]
...l'idea di Dante Alighieri come Girotondino mi garba parecchio...
martedì, giugno 03, 2008
[Gusto Vintage]
Trovo che il uèb 2.0 sia a volte l'estensione virtuale della sboroneria reale di persone che come me hanno avuto la (s)fortuna di nascere analogici e diventare poi digitali.
E quanti pomeriggi passati a fare le compilescion per le ragazzine che non te la davano mai, o per l'amico nuovo con cui condividere gusti musica oppure per il walkman che aveva sempre le batterie scariche?
In preda ad un puro raptus amarcordiano ho creato una piccola compilescion con le canzoni che sono riuscito a trovare che erano immancabili nelle mie cassette, più alcune di adesso che sicuramente consiglierei se qualcuno mi chiedesse "Mi fai una cassetta con dei brani fichi?".
Evviva l'inutilià del uèb 2.0
mercoledì, maggio 21, 2008
[oggi sono l'astronave da 300 punti di space invaders...]
Qualcuno sa perché...
lunedì, aprile 07, 2008
[Idee per sicuri best seller che non ho mai voluto scrivere, ma se volete vi regalo l'idea]
Questo sarà il titolo del prossimo libro che scriverò.
Conterrà tutte le idee abbozzate più o meno nei dettagli di tutte le idee per romanzi o racconti lunghi che in questo lungo periodo di latitanza dal blog ho "pensato".
Più o meno, in linea di massima, conterrà la storia di Pietro, forse Rosa&Luca, l'antico Keplero, poi la storia dell'inizio della fine del mondo, e per ultimo arrivato ci mettiamo anche l'idea partorita ieri mentre passeggiavo per il centro di Padova, di un detective molto particolare messo alla prova dalle varie situazioni surreali che il suo lavoro gli presenta (tra il comico e il ridicolo).
Messa così, posso sembrare uno scrittore molto prolifico. in realtà in questo libro ci sarà anche il libro "idee per sicuri best seller che non ho mai voluto scrivere, ma se volete vi regalo l'idea"...
un flusso ricorsivo eterno sinonimo di dolce fancazzismo.
sono sicuro di fare i miliardi...
Hasta luego.
d.
mercoledì, gennaio 02, 2008
[Buon 2008 a tutti]
Da oggi posto anche sullo spettro della bolognesità. fantastico blog con discutibili punti di vista bolonniesi.
IO ovviamente non sono bolognese, e molto probabilmente mai lo sarò. ma mi piace lo stesso parlane... assignora mia...
Per quanto riguarda la pubblicazione di un racconto... boh.. per il momento la vedo dura.
ciò non toglie che potete passare quando vi pare e controllare se ci sono novità.
bacini a tutti quelli che vogliono. agli altri, gli auguro di vincere al super enalotto.
d.
mercoledì, ottobre 03, 2007
I biscotti di Carlo
Appena uscito di casa, Carlo non ci fece caso, ma dopo mezz'ora che camminava si accorse di una strana presenza attorno a lui.
Mi sembra quasi di "vedere" un ombra che mi segue, pensò Carlo.
Nella città era appena tornata la primavera, c'era un po' di sole a scaldare le ossa e chi più chi meno camminava dritto per la sua strada sorseggiando una bibita o mangiando un pezzo di pizza, oppure palrando al cellulare oppure rovistando tra la bianchieria intima espsota nelle vetrine.
Sul momento ebbe l'impressione di sbagliarsi e non diede troppo peso al suo presentimento, e continuò a camminare tra le persone con la stessa concentrazione distratta di prima. Dopo poco meno di un centinaio di metri, Carlo si rifermò a guardarsi intorno. In attesa di conferme. In cerca di verifiche. Ma non vide niente di diverso dal solito. Le solite cose, le solite facce, le solite persone indaffarate.
Finisce che farò tardi - pensò Carlo - Forse la la notte dovrei dormire un po' di più.
Si infilò i suoi occhiali da sole, pensando per un attimo che la causa di tutto il suo sentirsi osservato fosse il sole giallo e leggermente abbronzante nel cielo.
Infilato un portico, a fatica riusciva a vedere la strada. Una di quelle strade buie. Si tolse gli occhiali, si riguardò intorno sempre più nervoso, senza mai smettere di camminare. con la continua sensazione di sentirsi osservato.
Passando vicino ad un Panettiere, riuscì addirittura sentirlo conversare con una cliente e dalla mezza frase afferrata si poteva dedurre tutto un discorso. Questa città non è più quella di una volta.
Una volta avevo un cane, pensò Carlo. Uno di quelli randagi. Uno di quelli che hanno sempre vissuto per strada e che non ne hanno mai voluto sapere di giurare fedeltà ad un padrone solo. In effetti non era il mio, io gli davo solo da mangiare un biscotto ogni tanto. Ma era come se fosse mio. Saranno forse 20 anni che non lo vedo più.
Mentre attraversa tra le strette vie del centro Carlo si infila nuovamente gli occhiali da sole, e mentre sta per essere investito da un SUV che gli si para davanti ad una discreta velocità molto più di quella consentita, senza possibilità di scansarlo o di essere evitato, riuscì a distinguere perfettamente la strana presenza attorno a lui come quel cane che da una ventina anni non vedeva più e che era venuto a prenderlo proprio nel momento della sua morte.
venerdì, agosto 10, 2007
[Buone Vacanze a Tutti]
A volte adoro complicarmi la vita.
Ovviamente, chi assiduamente e pedissequamente segue questo blog adesso starà facendo un sorrisetto come a dire "ma guarda a questo come piace complicarsi la vita..." e in effetti avete ragione. :)
E sempre il "assiduamente e pedissequamente" di prima aggiungerà al sorrisetto pensando: In effetti il cubo di Rubik è un po' una metafora abbastanza azzeccata del Master di Merda. Giri un cubetto, pensi che stia in posizione, senti che la mossa è quella giusta. alla fine il cubetto calza, ma ha scombinato un altro cubetto su un'altro piano. che ovviamente prima o poi chiederà conto di quello che hai fatto. Oppure un cubetto si incazzerà come una iena perché stava tanto bene dove stava, anche se non era il posto suo... e arrivo io con le mie mosse truck truck e lo sposto in posizione. e poi si lamenta perché, ahssignoramia, non è più come una volta, sà?
Oppure di un cubetto che non vede l'ora di cambiare posizione e io nn riesco afarlo stare dove dovrebbe.
Questo chi "assiduamente e pedissequamente"... invece magari c'è chi non essendo "assiduamente e pedissequamente" e senza "sorrisetto" non associa il cubo di rubik al MdM. Che andassero affanculo allora. assiduamente e pedissequamente e con sorrisetto.
Io intanto vado in vacanza con un bel cubo di Rubik in borsa, che non ha assolutamente le sembianze di quello qui sopra... ma un po' più incasinato.
A settembre.
mercoledì, luglio 18, 2007
Sicut Scarabeo
Mi sveglio la mattina di buon ora
con la tazza del caffè in mano e la bocca arsa
guardo dalla finestra il sole farsi la barba
e la frenesia dei sogni di chi russa ancora.
Scendo dopo essermi preparato il discorso,
Non penso a quel che penso e svolto l'angolo in fretta.
Trovo lì un cane che randagio mi scavalca
e svio appena in tempo la sua deiezione.
Sicut Scarabeo... Sicut Scarabeo...
ho una vita che va al contrario
Sicut Scarabeo... Sicut Scarabeo...
così l'anima mia anela a te, o Scarabeo.
Sul Bus affollatissimo rimango in piedi,
mai un pendolare che sia allegro al mattino
o almeno di buon umore, santa pace, che vi costa?
"Falla te per 30 anni la vita del trasportato!".
Dopo due ore e tre ritardi, arrivo al colloquio.
"si sieda pur lì", stavolta va bene, me lo sento.
A mano a conchiglietta mi stordisco col mio alito.
Gioco coi peli del naso, intanto, nel frattempo.
Essemmesse, ricordati di santificare le feste,
e quando torni vai a far la spesa, e paga tu.
Spengo tutto, vado ai piedi della finestra
Ripenso a quanto fatto negli ultimi due anni.
Sicut Scarabeo... Sicut Scarabeo...
ma quando è il mio turno dico io?
Sicut Scarabeo... Sicut Scarabeo...
così l'anima mia anela a te, o Scarabeo.
Poltrone comodissime, facce inespressive.
E il mio show che non impressiona nessuno
tranne quando accenno alla casa alle maldive
"Ne volete una? Vi vendo quella di mio cugino."
E mi sento, allora, preso come uno scarabeo.
Con la mia pallina di merda, grande il doppio di me,
da trascinare sulle gambe, da rotolar per terra.
Da ammazzar chiunque me la voglia portar via.
Sto zitto, stanno zitti, silenzi imbarazzanti.
Accenno al fatto che s'è fatto tardi, e poi si alzano
mi fanno andare via senza troppi complimenti
le faremo sapere noi, magari da mille anni.
Sicut Scarabeo... Sicut Scarabeo...
anche tu sei come me, nessuno escluso.
Sicut Scarabeo... Sicut Scarabeo...
così l'anima mia anela a te, o Scarabeo.
Torno indietro, ruzzolando col sorriso.
Mi aspetta il resto della mia vita, del resto
trascinando i miei pensieri con l'entusiasmo
tipico di chi accetta il suo destino sociale.
Sicut Scarabeo... Sicut Scarabeo...
siamo tutti scarabei, e ruzzoliamo.
Sicut Scarabeo... Sicut Scarabeo...
così l'anima mia anela a te, o Scarabeo.
E ruzzoliamo, e ruzzoliamo....
giovedì, giugno 28, 2007
Parole
Ci sono un sacco di parole
di cui francamente
ignoro il significato
come un cieco i colori.
e anche se provaste a
spiegarmeli, rimarrei di sasso.
Jet Lag, Idiosincrasia,
Caratura e un altro paio
che al momento non ricordo.
Ci sono altresì parole
che utilizzo con naturalezza
come se le avessi scritte io per primo.
Con vanto e gusto nella mia bocca
e sgomento nelle orecchie
di chi ascolta.
Ludico, Asincrono,
Prettamente e Concettualmente
e raramente Grottesco
Ma altre parole invece
non le uso mai
perché suonano come "vecchie",
d'altri tempi, arcane,
ambigue e di difficile
interpretazione al primo ascolto.
Tivvù, Giacchetto,
Fenomeno e Rammaricato
che non uso più dall'84.
Sono tante le parole,
400mila circa, dicono.
Ma non capisco, amore mio,
perché da quando sei andata via
ho in mente una parola sola.
Una parola soltanto.
Stronza, Stronza stronzissima,
Stronza, Stronza Stronza
Stronza, e per finire stronza.
giovedì, giugno 14, 2007
[Condizionale]
E' il 14 giugno.
Secondo i progetti di un anno dovrei essere in viaggio a piedi da Leon a Santiago.
Per scrollarmi un anno di progetti, ansie, intenzioni.
Eppure sono qui. in un nuovo ufficio (che a dirla tutta mi piace molto di più di quello vecchio) con lo stesso lavoro di prima. e per dirla per inciso anche con idee poco concrete per storie surreali. Niente cammino.
linus.
ps. per inciso: l'ultimo libro di Enrico Brizzi "il pellegrino dalle braccia d'inchiostro" mi ha fatto abbastanza cagare.